Le linee guida della pubblicità sanitaria: i siti internet

A partire dal dicembre 2017 sono entrate in vigore le nuove linee guida che predispongono la pubblicità sanitaria. Queste linee guida riguardano, nello specifico, i dispositivi medici, i dispositivi medico-diagnostici in vitro e i presidi medico-chirurgici.

La normativa, fortemente voluta dal Ministero della Salute, disciplina la pubblicità su Internet e sui social network, che come sarà certamente noto, non ha le stesse regole della pubblicità sui media tradizionali.
Con questo vademecum, vediamo insieme oggi i principali punti delle nuove linee guida per quanto riguarda i siti internet.

Quali sono le tipologie di siti internet pubblicitari

Prima di vedere nel dettaglio quali normative regolano la pubblicità sanitaria sui siti internet, è importante fare una distinzione tra siti stessi.
Le tre tipologie riguardanti le nuove linee guida sono:

  1. i siti internet istituzionali;
  2. siti internet di proprietà aziendale;
  3. i siti internet non di proprietà aziendale.

Vediamo adesso nel dettaglio come viene regolamentata la pubblicità nei diversi casi.

La pubblicità sui siti internet istituzionali

Innanzitutto con siti internet istituzionali si intendono quelle pagine web di proprietà dell’azienda che promuovono l’immagine o il logo dell’azienda. In questi siti non possono esserci intenti a scopo promozionale.

I prodotti che generalmente vengono trattati su questi siti sono di due categorie:

  • dispositivi medici ed ai dispositivi medico-diagnostici in vitro: la pubblicità non è sottoposta ad autorizzazione a condizione che nel messaggio pubblicitario non siano vantate le proprietà sanitarie del prodotto. Si possono pubblicizzare solo la confezione, il nome o le istruzioni per l’uso;
  • presidi medico-chirurgici: su questi siti è possibile pubblicare l’elenco dei prodotti, accompagnati esclusivamente da testi autorizzati (ad esempio, il foglio illustrativo) e l’immagine della confezione.

La pubblicità sui siti internet di proprietà aziendale

Nel caso in cui un’azienda del settore sanitario possieda dei siti propri e pubblicizzi su di essa dei prodotti, deve non solo indicare la connessione tra sito e prodotto, ma anche evidenziare con chiarezza il messaggio pubblicitario.

Se l’azienda decide di creare un sito internet dedicato a un prodotto specifico, valgono le stesse regole appena viste e la comunicazione dell’esistenza del sito deve essere anche resa nota al Ministero della Salute.

La pubblicità su siti internet non di proprietà aziendale

Le aziende hanno la facoltà di inserire annunci pubblicitari dei loro prodotti anche su siti internet non di loro proprietà. In questi casi, però, il Ministero della Salute deve essere preventivamente avvisato e autorizzi l’attività.

Gli annunci possono essere costituiti da banner, link o altri frame che, in caso di click, devono avvertire l’utente con la seguente dicitura: “state abbandonando il sito Azienda XXXXXX… contente materiale promozionale autorizzato ai sensi della vigente normativa in materia di pubblicità sanitaria”.

Gli annunci non in lingua italiana sono ammessi solo a condizione che l’azienda responsabile del materiale provveda ad avvertire l’utente con dicitura di cui al precedente punto.

Le nuove linee guida della pubblicità sanitaria non riguardano solo i siti internet, ma anche i social network. Per approfondire la tematica, vi rimandiamo al prossimo articolo di questo vademecum.
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Articolo a cura di: CARLO FINOCCHI
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Quali sono le professioni sanitarie del futuro?

Il sistema sanitario in Italia è al centro di numerosi dibattiti e spesso sotto ai riflettori.
Nonostante molte zone d’ombra, rappresenta uno tra i modelli di assistenza più democratici e avanzati al mondo.

Da anni è inoltre al centro di una riorganizzazione, dovuta a vari scenari, come il progressivo aumento del tasso di anzianità della popolazione, risorse sempre più limitate, l’avanzamento tecnologico di altre nazioni, che obbliga a un cambiamento rapido e necessario.
Tuttavia ci sono anche segnali positivi: il progresso sanitario è, infatti, già in atto.

Quali rivoluzioni riguarderanno il sistema sanitario?

Il modello evolutivo del mondo medico interesserà principalmente le aree della burocrazia e della legislazione, e quello della cura del paziente.
Le possibili soluzioni a questo scenari saranno:

  1. sistema sanitario che combini pubblico e privato, prendendo il meglio dei due mondi, ma riducendo e snellendo la burocrazia;
  2. sistema ospedale-centrico: l’assistenza al paziente dovrà essere ancora più prioritaria e riguardare non solo la degenza, ma anche la fase successiva alle dimissioni. L’assistenza a casa è ancora poco gestita e seguita, mentre la cura a domicilio sarà la grande sfida del futuro. 

Mentre sono chiare le fasi per passare da un universo medico che oggi presenta strutture private, con logiche particolari, e un sistema di sanità pubblica, che prevede iter, tempistiche e garanzie differenti, in merito alla questione assistenza domiciliare, bisogna fare un discorso a parte.

Cambiando le logiche e aumentando le responsabilità dei professionisti sanitari, serviranno nuove competenze tecniche e nasceranno ulteriori responsabilità. Da qui la necessità di creare figure innovative. Accanto a medici, infermieri e manager sanitari, nascerà il patient manager.

Una nuova professione: il patient manager

Il medico generico, così come lo conosciamo oggi, non esisterà più. Verrà sostituito invece da una figura capace di creare un percorso di cure suddiviso tra interventi medici, visite di controllo ambulatoriali e attività amministrative.
Il patient manager avrà capacità medico-sanitarie per curare al meglio il malato, capacità relazionali per interfacciarsi con il paziente e la sua famiglia, e infine capacità manageriali, per muoversi in autonomia attraverso la complicata burocrazia del sistema sanitario.

Insomma, un ruolo simile a quello del manager sanitario, con un grado di gestione inferiore, ma a cui saranno richieste una preparazione e una presenza sanitarie molto maggiori.

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