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Blog medico: come usarlo per trovare nuovi pazienti

L’argomento di oggi (il blog medico) potrebbe sembrare secondario all’interno di una strategia di marketing sanitario, ma in realtà è di grande importanza per aumentare la tua autorevolezza comunicativa e per attrarre l’attenzione dei pazienti in target con i tuoi servizi.

Oggi ti parlo di cos’è e perché è importante un blog medico, che dovresti creare e aggiornare periodicamente non perché l’hai visto sul sito internet di un tuo collega/concorrente, ma perché se sfruttato a dovere, può offrire alla tua professione grandi vantaggi.

Quali? Continua nella lettura e lo scoprirai!

Piccola premessa:
Se sei da poco nel mondo di Marketing Medico ricorda che come dico sempre, ogni strumento di marketing, come nel caso di pagine Facebook, eBook, la pubblicità a pagamento e anche il blog deve integrarsi all’interno della tua strategia di marketing sanitario, ribadendo il tuo Posizionamento, cioè la tua differenziazione rispetto alla concorrenza, e il reale motivo per cui un paziente dovrebbe scegliere te invece che un tuo collega.

Il blog deve vendere. Sembra una cosa brutta da dire ma il blog è esattamente come qualsiasi altro strumento che utilizzi. L’unica differenza è che, per vendere la tua immagine e i tuoi servizi, percorre altre vie rispetto a un post su Facebook o alla pubblicità a pagamento.

Dopo una breve panoramica su alcuni interessanti numeri e sugli errori da evitare quando apri un blog medico, mi concentrerò sui consigli per realizzare un blog davvero efficace da cui trarre molti vantaggi.

Il tuo blog: un porto sicuro per i pazienti

Secondo una ricerca realizzata da Censis e Assosalute, nel 2017 ben 15 milioni di italiani hanno cercato online informazioni su disturbi o patologie.

Pensa che più della metà (ben 8 milioni) sono cascati in fake news o informazioni sbagliate.

Questi dati ti dovrebbero far riflettere su quanto sia importante, per ogni medico, avere una presenza online che possa diffondere notizie corrette, da una fonte autorevole, sulla propria professione e sulle patologie che affronta.

Dovresti vedere il blog come un tuo alleato, utile a dimostrare le tue competenze e il tuo metodo, ma anche come un un rifugio per i tuoi pazienti, un porto sicuro dove sanno di trovare le risposte alle loro domande.

Se un paziente leggendo un tuo articolo si chiarirà i primi dubbi su una patologia, ti inizierà a vedere come una persona autorevole in quel determinato campo, accrescendo così la sua stima nei tuoi confronti.

Dopo affronterò meglio questo argomento, ma per ora tieni a mente questa equazione:

AUTORE = AUTOREVOLE

Torniamo un attimo all’importanza del blog. Pensa a quale risvolto sociale può avere un’attività di blogging e come può aiutarti a creare una relazione solida, di fiducia, soprattutto con i nuovi pazienti.

Perché parlo di nuovi pazienti

Perché è a loro che devono essere indirizzati i tuoi articoli. È a loro, capitati magari grazie ad una pubblicità a pagamento sul tuo blog, a cui devi parlare.

Ma vediamo adesso i 4 errori da evitare quando vuoi aprire un blog che migliori la tua autorevolezza comunicativa e catturi l’attenzione dei lettori.

I 4 errori da evitare nella creazione di un blog medico

Si tratta di errori che, come vedremo subito, hanno una causa a monte, comune a tanti blog dei tuoi colleghi. Sono errori che il professionista compie quando non si mette nei panni del lettore, ma va dritto per la sua strada, ascoltando solo il proprio monologo interiore.

Analizziamoli nel dettaglio:

PRIMO ERRORE:
Scrivere per tutti, senza aver ben chiaro il tuo paziente ideale, quello a cui ti stai rivolgendo. Come accennato poco fa, non dovresti pubblicare un articolo sul blog con lo scopo principale di attrarre i tuoi pazienti più affezionati. Loro hanno già fatto una scelta: hanno scelto te! Non devono capire il loro problema e decidere di risolverlo (grazie a te), come invece devono fare i nuovi pazienti.

Tieni sempre a mente che il livello di consapevolezza dei nuovi pazienti è basso, molto basso. Cosa significa?
Significa che in molti casi hanno appena iniziato a farsi delle domande, magari perché avvertono sintomi dolorosi, o un problema che li tormenta da tempo. Ecco perché il blog si integra perfettamente con altri strumenti della strategia di marketing sanitario. Agisce quando il livello di consapevolezza del paziente è basso, mentre le newsletter agiscono più “direttamente”, quando il paziente è già entrato in contatto con te e sa di avere un problema che vuole risolvere, ma ancora non gli è chiaro se sei tu la persona adatta a lui.

[ATTENZIONE: questo discorso vale solo per alcuni problemi che il paziente potrebbe avere o per alcuni servizi che vorresti proporre. Ricorda che se un paziente ha un fortissimo mal di denti non si metterà mai a leggere il tuo blog, vorrà solo il primo dentista che può risolvere il suo problema nel minor tempo possibile.

Il blog è estremamente utile per centinaia di servizi dove la persona si deve “formare” al valore del tuo “metodo”, solo alcuni esempi: chirurgia refrattiva, mastoplastica additiva, chirurgia protesica ecc.. ovvero tutti quei servizi che non hanno bisogno di un intervento immediato.]  

SECONDO ERRORE:
Parlare solo di te e della tua carriera universitaria. Il paziente, negli articoli del blog, non vuole sapere di tutti i master che hai conseguito e delle esperienze di studio o lavorative che hai fatto all’estero. Il paziente vuole sapere come trattare quell’artrosi che lo tormenta, vuole capire se può curare i suoi denti o se sarà costretto all’estrazione, ecc.
Parlare di sé in modo autoreferenziale allontana il tuo pubblico; racconta aspetti della tua vita personale, o casi di successo passati se sono inerenti al problema di cui stai parlando e se possono aiutare il paziente ad identificarsi con te o con un tuo “vecchio” paziente.

TERZO ERRORE:
Quando scrivi un articolo, evita paragoni e analogie che siano troppo difficili da capire per il tuo paziente; ricorda che il 70% degli italiani è analfabeta funzionale.

Se devi fare un esempio o presentare un caso affrontato in passato, racconta una storia che faccia esclamare al lettore: «Anche a me è successo!»

QUARTO ERRORE:
Evita di dare troppe cose per scontato. Il potenziale paziente che capita su un tuo articolo dovrebbe avere a disposizione tutti gli elementi per capire cosa fai e soprattutto come risolvi il suo problema. Dovrebbe arrivare all’ultima parola dell’articolo senza dubbi, senza confusione nella mente.

Quando scrivi un articolo pensa come il pesce, non come il pescatore. Pensa come il paziente, non come il medico.

Non stai parlando ad un tuo collega. Pensa alle domande frequenti della tua “Signora Maria” e ricorda sempre il suo livello culturale.

Come creare un blog medico di successo? Parti da questi 6 consigli!

Se gli errori da evitare ti sono chiari, è venuto il momento di parlare di alcuni consigli fondamentali che possono essere applicati al tuo blog medico.

Si tratta di consigli e accorgimenti che applicati ad ogni tuo articolo ti aiuteranno a far crescere la tua professione:

1. Dimostra al paziente che lo conosci davvero. Prova ad anticipare il lettore, basati sulle esperienze passate dei tuoi pazienti e cerca di entrare in empatia con il lettore.

Come uno psicologo che entra nella mente del paziente e capisce in anticipo i suoi problemi e i suoi desideri, anche tu, quando scrivi, dovresti capire ciò che il lettore sta passando, i sintomi che prova, il disagio che sta vivendo.

Il potenziale paziente che arriva sul tuo blog non ti conosce e non è ancora del tutto consapevole se tu rappresenti la soluzione al suo problema; devi dimostrargli la tua capacità comunicativa.

2. Fai capire che esiste un’alternativa, e che quella alternativa sei tu. Come ti accennavo, le persone che si imbattono nel tuo blog non ti conoscono e potrebbero non fidarsi di te. Magari si sono rivolte già ad un tuo collega, senza alcun esito positivo, e ora non sono così sicure, per esempio, che la soluzione già sperimentata con il medico precedente sia quella più corretta.

Il paziente insoddisfatto che cerca una seconda opinione ha lasciato aperto un piccolo spiraglio nella propria mente per ascoltare una voce diversa: tu sei quella voce diversa!

Se hai lavorato insieme ad un’agenzia specializzata nel marketing sanitario, proprio come Marketing Medico, saprai bene che i lettori ti devono identificare come LA soluzione alternativa, come LA soluzione più adatta a loro.

3. Mostra al paziente che il suo problema non è frutto del caso. Come detto, il lettore che capita per la prima volta su un tuo articolo sta maturando dentro sé dei dubbi, delle incertezze, che a volte possono essere l’indice di un problema serio, da non sottovalutare.

Pensa che quel dolore alla schiena sia solo un episodio sporadico, a cui, leggendo il tuo blog, vorrebbe dare una spiegazione. Di fatto, il tuo paziente è come l’osservatore troppo vicino a un quadro. Vede i minimi dettagli, ma non ha davanti a sé l’immagine chiara, evidente del suo problema. Devi essere bravo a fargli capire che non è solo. Ciò che sta passando è capitato a molti altri tuoi pazienti, che hai curato con successo!

4. Spiega chiaramente al tuo potenziale paziente cosa accadrà se non agisce ora. Chi legge i tuoi articoli si trova in quel momento in cui inizia ad essere consapevole del proprio problema, ma, in fondo, non sta poi tanto male. Probabilmente non prova ancora un dolore insopportabile. Il tuo obiettivo è quello di fargli capire che a lungo andare, se non fa qualcosa, la sua condizione potrebbe peggiorare.

Prevenire, o agire in tempo, è decisamente meglio di “correre ai ripari” quando è troppo tardi. Questo è il messaggio che deve passare quando scrivi un articolo sul tuo blog!

5. Porta delle prove a sostegno delle tue tesi. Dopo aver mostrato che la direzione che ha preso il tuo paziente è quella sbagliata, devi portare delle prove concrete a sostegno delle tue tesi.

6. Inserisci una CTA. Una buona CTA (Call to Action, ovvero chiamate all’azione, come ad esempio inviti a prenotare una visita) può davvero fare la differenza. Alla fine dell’articolo devi far capire al tuo potenziale paziente qual è la soluzione che offri e soprattutto cosa deve fare per accedervi.

Qual è il prossimo passo che deve fare? Deve telefonare per prenotare un appuntamento? Dillo.

Devi farlo sempre capire chiaramente. Come un faro che guida la navigazione notturna di un’imbarcazione!

Siamo verso la fine, ora dovrebbe esserti chiaro che produrre contenuti e pubblicarli sul tuo blog medico ti aiuta a “vendere”, a vendere la tua autorevolezza comunicativa.

Ma quali altri grandi vantaggi offre?
Vediamolo nell’ultima sezione di questo articolo.

I 3 grandi vantaggi di un blog medico

Dopo aver analizzato cosa non fare e, soprattutto, cosa fare quando decidi di aprire un blog focalizzato sulla tua specializzazione, vediamo quali sono i 3 grandi vantaggi che può offrirti scrivere articoli informativi e ottimizzati per i motori di ricerca:

1. L’articolo di un blog ha vita molto lunga: le informazioni contenute al suo interno, una volta pubblicate, possono rimanere online per anni, tanto più se si tratta di informazioni scientifiche che non vengono “superate” da nuovi studi. Oppure, potresti anche decidere di aggiornarle con dati e risultati nuovi. Considera che mediamente un post su Facebook dura 2 giorni, un articolo sul tuo blog 2 anni!

2. Come dicevo prima, mostrando al paziente che il suo disturbo non è qualcosa di episodico, ma ha a che fare con un problema più serio che tu conosci bene e sei in grado di risolvere, diventerai autorevole ai suoi occhi. In questo modo si sentirà compreso, abbasserà il muro di diffidenza che tutti noi innalziamo nei confronti delle novità e ti ascolterà con sempre maggiore attenzione.

3. Attraverso il blog dimostrerai competenza. Tu sei certamente consapevole delle tue conoscenze, sai quanto hai studiato e quanto ti formi ogni giorno, ma il paziente non lo sa. E non può capirlo solo dalle altre pagine del tuo sito internet, dal curriculum (che spesso è incomprensibile) o dai profili sui social network. Il blog ti permette di andare in profondità e trattare argomenti molto più specifici. Ti consente di parlare della tua soluzione senza limitarti a pochi cenni.

Ricorda però che il blog racconta la storia del paziente. La tua competenza, quindi, non deve mai essere uno sfoggio autoreferenziale fine a se stesso.

Sia ben chiaro: non è obbligatorio fare il proprio blog medico, però può rappresentare un grande trampolino di lancio per costruire un’immagine online autorevole e avvicinare nuovi pazienti. 

Se vuoi prendere in mano le redini della tua comunicazione online, ecco il primo passo da fare:

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Articolo a cura di: CARLO FINOCCHI
Sono un consulente di marketing ed aiuto i Medici a comunicare la loro professionalità e a farsi scegliere grazie al marketing specifico per il settore sanitario.
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I pazienti cercano i medici online?

Qualche giorno fa, navigando su Facebook, mi sono imbattuto in questa richiesta: « Ciao gruppo, qualcuno sa indicarmi un bravo urologo, per favore? »

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Poco dopo, nemmeno a farlo apposta, ne ho letta un’altra: « Qualcuno mi può indicare un
neurologo che riesca a risolvere un problema da sincope? Grazie, commentate… »


Cosa voglio dire con questi esempi? Voglio solo sottolineare che queste ricerche online danno forza a ciò che
Marketing Medico dice da sempre: le persone si informano su Internet e si fidano dell’opinione di perfetti sconosciuti persino quando si parla di un argomento delicato come la propria salute.

Non chiedono solo a parenti e amici. Lo fanno ancora, certo, ma cercano anche su Google, chiedono, vogliono sapere chi è il miglior pediatra, dermatologo, ortopedico a cui possono rivolgersi. Sono persone disposte a spendere anche un po’ di più, piuttosto che aspettare mesi per un esame in ospedale.

Vogliono risposte e le vogliono da te. Sì, proprio da te che fai il tuo lavoro con passione e competenza e non ti consideri certo l’ultimo dei medici.

Posizionamento e Marketing sanitario come punti di partenza

Ci sono troppi medici che si ostinano a dire che i pazienti non si trovano online, quando ci sono dati e statistiche che indicano esattamente il contrario. Le persone chiedono, si informano sui social network e ottengono decine di commenti.

Il problema?
Il problema è che il più delle volte tutti coloro che rispondono a queste richieste nominano il loro specialista di fiducia, e ne viene fuori un minestrone di nomi che confonde ancora di più il povero paziente.

La soluzione?
Il primo passo è certamente quello di individuare il proprio posizionamento e saperlo comunicare.
Il secondo è quello di essere presente online e fare marketing sanitario, aiutato da un’agenzia che si dedica esclusivamente al settore medico, proprio come Marketing Medico.

Il tuo obiettivo è quello di diventare un punto di riferimento per i pazienti che ti raggiungono sul tuo sito o sui social network.

Vediamo adesso qualche dato per comprendere quanto Internet sia diventato un bacino di preziose informazioni e, a volte, un caos di disinformazione.

Gli italiani e le ricerche di medici online: alcuni dati molto interessanti

Se usi spesso Google o i Social Network, ti sarai reso conto che ogni domanda può trovare una risposta. Parlo di ogni argomento, dai mille modi per difendersi dalle zanzare ai segreti per diventare uno chef stellato. Anche le domande sulla salute trovano le più svariate risposte. Da medici e non.

Lo sanno bene i tuoi potenziali pazienti. Infatti, secondo una ricerca realizzata da Docplanner Italy e riportata in questo articolo della rivista Wired, l’85% degli italiani considera Internet “un’utile fonte di informazione sanitaria”. Gli italiani si informano prima di chiedere un consiglio al proprio medico di base, ma, allo stesso tempo, oltre la metà di loro non si fida di ciò che trova. Il 32% dichiara inoltre di fare fatica a orientarsi e a valutare l’autorevolezza delle fonti.

Ne viene fuori un quadretto niente male, che rende i medici diffidenti quando si parla di potenzialità della rete.

Un esempio dell’autorevolezza medica messa in discussione è quello che riguarda il virologo milanese Roberto Burioni, diventato in questi ultimi anni una sorta di paladino a difesa delle vaccinazioni. 

Gli attacchi rivolti a lui e a tanti altri medici sono l’esempio più lampante di un vento che è cambiato, rispetto all’era pre-internet, quando i ruoli medico-paziente erano più definiti e difficilmente una persona non laureata in Medicina avrebbe criticato le verità scientifiche diffuse da un medico.

Confusione e diffusione di notizie false sono quindi pericoli attuali e concreti, ma puoi contrastarli efficacemente e intercettare i potenziali pazienti in cerca dei tuoi trattamenti.
Come? 

Semplice: grazie alle linee guida della legge sulla pubblicità sanitaria e all’aiuto di Marketing Medico, che ti consiglierà costantemente sul messaggio più corretto da veicolare e sullo stile comunicativo da adottare.

Cosa occorre sapere prima di fare Marketing sanitario?

Prima di passare alle tecniche per comunicare efficacemente, è doveroso dire che il messaggio di un medico non deve mai essere aggressivo, suggestivo o usare il prezzo come unica leva per catturare l’attenzione del paziente. Fino a poco tempo fa le leggi erano poco chiare e non c’erano paletti molto stretti. Adesso, con la legge n.145 del 30/12/2018 la pubblicità sanitaria è finalmente tornata sui binari della corretta informazione, che mette al centro il paziente e i suoi bisogni.

Un bene anche per te, che potrai far valere ancora di più i reali benefici dei servizi che offri e non verrai scavalcato da offerte al ribasso.

Prima di ogni altro passo, dovresti definire il tuo target, cioè il sesso, l’età, la provenienza geografica, la disponibilità economica e tutte le altre caratteristiche del tuo paziente ideale. Marketing Medico ti aiuterà ad individuarle e a lui, soltanto a lui, andrà indirizzato il tuo messaggio e ogni tua comunicazione.
MAI RIVOLGERSI A TUTTI, più sei “piccolo” più devi avere un target di persone ristretto e ben definito.

Le 6 migliori tecniche per far trovare i medici online

A questo punto, non resta che analizzare le 6 migliori tecniche per farti trovare dai tuoi potenziali pazienti. È importante che quando le metti in pratica tu sia sempre assistito dalla tua agenzia di Marketing sanitario. Spesso non sono concetti semplici e non devi diventare un esperto. Ci penserà un’agenzia come Marketing Medico a guidarti passo dopo passo, inserendo ogni tecnica all’interno di una strategia di marketing sanitario.

Conoscere tutti gli strumenti della comunicazione sanitaria ti permetterà di valutare il lavoro del team di marketing che ti supporta, senza bruciare più soldi in pubblicità fine a se stessa.

  1. Scrivi spesso post e articoli informativi. Sia sui social network che sul tuo sito internet dovresti raccontare ciò che fai, come lavori, chi collabora con te; parlare dei progressi scientifici e tecnologici nel tuo campo di specializzazione; descrivere in modo accattivante chi sei e come sei diventato medico. Dovresti fare in modo che chi si imbatte per la prima volta nel tuo nome ci metta un minuto a farsi un’idea.
    Hai un minuto per fare “colpo” e farti ricordare!


  2. Realizza (brevi) video. Sì, perché i video attraggono tantissimo l’attenzione. E non importa che tu sia Stanley Kubrick, non devono essere video perfetti. Devono essere veri. Il loro scopo è parlare al malato, raccontare come avviene una visita, mostrare il dietro le quinte del tuo lavoro per creare empatia tra te e lui. Se sei in difficoltà, un’agenzia come Marketing Medico ti aiuterà nella realizzazione e nella pubblicazione.
    Un video, anche senza una grossa regia e attrezzatura professionale alle spalle, purché sia sincero, arriva comunque dritto alla mente e al cuore dei tuoi pazienti.


  3. Regala un eBook pieno di informazioni utili. I post e gli articoli a volte costringono alla semplificazione. Lo spazio è poco e il tempo che un paziente può dedicare alla lettura spesso è ancora meno. Con un eBook, un documento più lungo, impaginato da un grafico, potrai descrivere passo dopo passo ogni momento del tuo lavoro, da quando visiti il paziente a quando risolvi il suo problema. Un eBook è un regalo graditissimo per chi ha già iniziato a conoscerti, magari ha visto un tuo video, e vuole sapere se fai al caso suo. Per scaricarlo sul proprio computer o telefono, i pazienti ti lasceranno un indirizzo e-mail, che sarà fondamentale per proporre i tuoi servizi e creare un legame con il paziente ancora prima che ti conosca.


  4. Ottimizza i contenuti del tuo sito internet in ottica SEO. Cosa significa S.E.O. (Search Engine Optimization)? Non è altro che l’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca, come ad esempio Google.
    Google deve cioè “capire” che hai un sito  aggiornato, ricco di articoli che trattano di specifiche parole-chiave, quelle che hanno a che fare con la tua professione.

    La SEO, insieme a campagne mirate di pubblicità a pagamento, è fondamentale per apparire nella prima pagina di Google, l’unica che conta davvero. In questo caso, soprattutto, è fondamentale che la tua agenzia di Marketing sanitario lavori sui tuoi contenuti per renderli perfetti a livello SEO.


  5. Invia e-mail specifiche ai pazienti in target. Parlando poco fa dell’eBook, ho detto che serve anche a ottenere l’indirizzo e-mail dei potenziali pazienti. Bene, ma quando hai raccolto gli indirizzi in un database, come decidi cosa scrivere nelle e-mail e quando mandarle?
    Insieme a noi di Marketing Medico potresti realizzare un piano editoriale di e-mail da inviare a cadenza regolare. Brevi, con un oggetto accattivante, informative e contenenti link che rimandano al tuo sito, magari a una specifica pagina dove proponi un trattamento chirurgico innovativo. Questo significa scrivere e-mail a pazienti in target.


  6. Raccogli le testimonianze dei pazienti soddisfatti. I pazienti soddisfatti sono uno dei motivi principali per cui fai il tuo lavoro. Perché allora non chiedere una recensione o un breve video in cui spontaneamente parlano di come hai risolto il loro problema? Anche in questo caso il risultato non dev’essere un film da Oscar. Se non sapessero cosa dire o avessero paura di confondersi con le parole, puoi dar loro una traccia da seguire, una piccola “scaletta”. Un’agenzia come Marketing Medico conosce le leggi a cui deve sottostare il messaggio di un paziente e lo aiuterà a trovare le espressioni più adatte e a non andare fuori argomento.

Queste tecniche ti aiuteranno a raggiungere tutti quei pazienti che soffrono e non sanno a chi rivolgersi. Riuscirai a crearti un pubblico che ti ascolta e che, quando prenoterà una visita, lo farà con la consapevolezza di conoscerti già un po’.

Ma ricorda, tutti questi strumenti devono essere al servizio di uno scopo fondamentale: informare per acquisire il paziente.

Non ascoltare MAI quello che dicono e che farebbero le agenzie di comunicazione generiche. Brucerebbero i tuoi soldi in nome della “popolarità” o dei “Mi piace” su Facebook. Sono bei concetti, certo, ma poco utili quando fai marketing sanitario e vuoi ottenere dei risultati reali.

Internet non fa più paura!

Chiudo con una riflessione presa da un articolo del Corriere della Sera, che riassume bene la necessità di essere meno diffidenti verso la tecnologia, sfruttandola per andare incontro alle richieste dei malati: “Dipende dal medico se la tecnologia ha un effetto sul rapporto con il paziente. 

Paradossalmente, se nel tempo si è creato un buon rapporto, basato sulla condivisione delle informazioni, sul rispetto reciproco, sul coinvolgimento e il riconoscimento della centralità del paziente, su un approccio più ampio alla salute che riguarda anche stile di vita e benessere, allora Internet potrebbe addirittura essere uno strumento per migliorare questo rapporto.”

E adesso, se vuoi scoprire altri consigli per migliorare la tua comunicazione clicca QUI e accedi Gratis al gruppo Facebook di Marketing Medico. È molto più di un semplice gruppo: è la prima community di dottori che parla di comunicazione nel settore sanitario!

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Articolo a cura di: CARLO FINOCCHI
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Aumenta la tua autorevolezza come medico!

Oggi parliamo dell’autorevolezza per un medico: da una grande conoscenza derivano grandi responsabilità.

« L’insegnante si qualifica per conoscere il mondo e per essere in grado di istruire altri in proposito, mentre è autorevole in quanto, di quel mondo, si assume la responsabilità. Di fronte al fanciullo è una sorta di rappresentante di tutti i cittadini adulti della terra, che indica i particolari dicendo: ecco il nostro mondo. » Hannah Arendt


Cosa c’entrano gli insegnanti con i medici? La Arendt parla di una responsabilità e un impegno che non appartengono solo agli insegnanti, ma anche ai medici. Anche tu dovresti essere in grado di dimostrare sempre ai tuoi pazienti la conoscenza di un mondo, quello medico, da cui dipende un bene così prezioso come
la salute fisica e psichica.

Ma, assumendoti la responsabilità di un bene così prezioso di fronte al fanciullo-paziente, che non sa e non può sapere cosa è meglio per lui, ti esponi anche alle critiche, alle opinioni non supportate dai fatti, ai giudizi negativi.

Cosa significa fare il medico oggi?

Fare il medico è un lavoro sempre più difficile, inutile negarlo. Ormai significa anche avere il pieno controllo della propria immagine non solo offline, ma anche online. Perché anche se non hai un sito internet o non sei presente sui social network, online si parla di te. Eccome!

Vuoi rimanere all’oscuro di quello che i pazienti dicono o permettere la diffusione di notizie false (le famose Fake news)?

Per controllare la tua immagine ed essere il protagonista della tua comunicazione, hai solo due modi:

1. Affidarti a chi conosce alla perfezione le esigenze comunicative dei medici, come noi di Marketing Medico, e creare “a quattro mani” la tua strategia di marketing sanitario.

2. Studiare e creare la tua strategia di marketing sanitario.

Come vedi, in un modo o nell’altro, la strategia di marketing sanitario è una costante!

Ti sarai accorto anche tu che in molti casi i pazienti arrivano nel tuo studio fin troppo sicuri della propria autodiagnosi, vero? Ecco, in questi casi il rischio che la persona non ti ascolti è molto, molto alto.

Perché accade questo? perché in questi casi i tuoi pazienti si sono già costruiti la loro verità. E no, purtroppo questo non è il mio punto di vista!

I dati parlano da soli!

Secondo una ricerca di McCann Health, che ha intervistato oltre duemila dottori, la figura del medico sta subendo un attacco da più fronti, che ne mette in pericolo l’autorevolezza e allontana tanti giovani da questa professione.

Basti pensare che il 64% degli intervistati soffre d’insonnia, il 37% teme azioni legali da parte del paziente o della sua famiglia, il 28% si sente accerchiato dalla burocrazia (e noi italiani ne sappiamo qualcosa!).

Se poi pensano al rapporto con il web, i medici ne riconoscono l’importanza perché sono convinti che renda il paziente più consapevole del proprio stato di salute (il 70% degli intervistati la pensa così), ma sanno bene che questa consapevolezza può sfociare, come dicevamo, in autodiagnosi sbagliate e ipocondria.

Quante volte la tua autorevolezza di medico è stata messa in discussione? Come puoi dimostrare ai tuoi pazienti di essere una figura autorevole, contro la deriva delle opinioni incontrollate?

Lo vedremo insieme in questo articolo, e dopo averlo letto fino in fondo sarai in grado di comunicare ai tuoi lettori informazioni che nessuno metterà più in discussione.

L’autorevolezza in ambito medico che conta davvero.

Prima di tutto, mettiamo in chiaro una cosa: quando parlo di autorevolezza non mi riferisco a quella faticosamente conquistata “sul campo”, con anni di studi, lauree, esperienze a fianco di luminari o viaggi di formazione all’estero.

Questo tipo di autorevolezza medica, che ti porti dietro ogni mattina, ogni volta che indossi il camice bianco e ti metti al lavoro, è una cosa, poi esiste un altro tipo di autorevolezza:
L’autorevolezza comunicativa, quella che percepiscono i tuoi potenziali pazienti quando leggono il tuo nome, quella che ti rimane stampata addosso ogni volta che scrivi qualcosa sul tuo sito internet o sulla tua pagina Facebook.

Nella migliore delle ipotesi, i due tipi di autorevolezza – quella medica e quella comunicativa – dovrebbero andare di pari passo, ma se non lo fanno, ecco che entra in gioco il marketing sanitario, che ti aiuta a farti percepire come autorevole e a farti scegliere dai tuoi pazienti ideali.

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Autorevolezza comunicativa come medico: i 5 consigli fondamentali per farti ascoltare!

Vediamo adesso alcuni consigli fondamentali per farti ascoltare quando i tuoi potenziali pazienti sono circondati da centinaia di tuoi colleghi e centri medici che ti fanno concorrenza:

1. I contenuti prima di tutto:
L’autorevolezza del tuo sito internet passa sempre dalla qualità delle informazioni che comunichi ai tuoi lettori. Parlavamo poco fa dell’autorevolezza del medico conquistata nel corso degli anni con la tua esperienza professionale: ogni volta che scrivi qualcosa sul tuo sito internet, pubblichi un post su Facebook, devi far emergere quel tipo di competenza, fornendo informazioni utili, aggiornate, accompagnate da foto o grafici (meglio video) e non dimenticarlo mai: corrette e senza errori grammaticali. Sembra una stupidaggine, ma ti assicuro che non lo è: cerca, per quanto possibile, di pubblicare articoli e post senza errori, perché alla gran parte del tuo pubblico magari non importerà niente, però ci sarà sempre qualcuno che li noterà e penserà, in modo superficiale: “Se questo non sa nemmeno scrivere, devo proprio mettere la mia salute nelle sue mani?”.

L’autorevolezza comunicativa si acquisisce (anche) con la creazione e la pubblicazione di contenuti formativi!

Ricorda sempre questa equazione:
Autore = Autorevole


2. Dai tutte le informazioni subito:
Nella pagina iniziale del tuo sito internet deve essere fin da subito chiaro chi sei, quale beneficio offri ai tuoi pazienti e non dimenticare mai di specificare l’Ordine professionale a cui sei iscritto, gli estremi della tua laurea o delle ulteriori certificazioni accademiche ottenute, e anche l’Università che le ha rilasciate. Specifica inoltre che ogni contenuto viene diffuso secondo le linee guida della legge sulla pubblicità sanitaria e ricordati di inserire anche il numero della Partita IVA.

Anche se molte persone non sanno valorizzare questi dati, saranno per te una sorta di “patente” che certifica al lettore la tua autorevolezza per parlare di quella specifica patologia.

Insomma, fai capire subito al potenziale paziente che arriva per la prima volta sul tuo sito internet che si trova di fronte ad una persona che cura ogni aspetto del proprio lavoro e soprattutto che ha il “titolo” per fare formazione in campo sanitario.

Se hai dei dubbi sulle informazioni necessarie secondo la legge, non rivolgerti mai a un’agenzia di marketing generica, che scopre per la prima volta insieme a te il marketing sanitario, ma contatta chi conosce perfettamente la lingua dei medici, e le sue regole.


3. Cita sempre la fonte:
Occorre che tu scriva esattamente da dove hai preso un dato o un’informazione. Ed è anche fondamentale che tu faccia sempre riferimento al sito internet, al collega, allo studio scientifico che citi.

Anche in questo caso, molti lettori potrebbero trovare superflue queste informazioni o scorrerle con gli occhi velocemente, ma troverai sempre chi apprezza la tua precisione e, in ogni caso, devi essere inappuntabile!

Quello che scrivi deve essere sempre inattaccabile, deve essere sempre a prova di “commentatore seriale” che vuole solo mettere in cattiva luce il tuo lavoro.


4. Hai tutte le pagine necessarie?
In un sito internet ben fatto non devono mai mancare le giuste CTA (Call to Action – Chiamate all’azione), cioè gli elementi fondamentali per invitare i tuoi potenziali pazienti a prendere il telefono per chiamarti, o meglio ancora scriverti, per richiedere maggiori informazioni.

Quando si parla di autorevolezza comunicativa per il medico, devi tenere ben presente la pagina “Chi sono”. La pagina “Chi sono” sarà sempre una delle più visitate del tuo sito internet: ogni lettore vuole, prima di tutto, sapere chi ha “di fronte”, dall’altra parte dello schermo.

Lì devi raccontare la tua storia (meglio ancora con un video di presentazione, dove sei tu a parlare!), per accorciare la distanza tra te e il paziente e per creare empatia; devi pubblicare almeno una tua foto (dove sorridi!) e dovresti anche far parlare i tuoi pazienti soddisfatti. Puoi farlo anche in una pagina a parte, dedicata alle recensioni/testimonianze: ciò che conta è che l’autorevolezza comunicativa si crea quando a parlare non sono solo le lauree e i riconoscimenti, ma anche persone in carne e ossa, che ti apprezzano e sanno quanto vali.

Ricorda sempre:
Non conta quello che tu dici di te stesso, conta quello che gli altri dicono di te!


5. Sii costante:
Un segreto per mostrare la propria autorevolezza comunicativa e quello di essere il più costante possibile nella creazione e condivisione di informazioni di valore. Se sarai costante, presente e aperto al dialogo, riuscirai a costruire un rapporto di fiducia con il tuo pubblico, che vedrà in te un punto di riferimento e si ricorderà dei tuoi consigli quando dovrà scegliere quale medico chiamare. Essere presenti costantemente significa anche prevenire più facilmente le recensioni negative e i pareri dei pazienti insoddisfatti. Con la calma e la forza dei tuoi argomenti potrai smontare ogni critica prima che danneggi la tua professionalità.

Una strategia per il tuo benessere!

Il rapporto medico-paziente è profondamente cambiato in questi anni, ma grazie a una strategia di marketing sanitario gestita da professionisti, che si focalizza sulla qualità dei contenuti, riuscirai a riprendere le redini di un ruolo fondamentale per il benessere di tutti, compreso il tuo.

A differenza dei medici intervistati di cui ho parlato, noi di Marketing Medico ti promettiamo che riuscirai a dormire la notte e a diminuire al minimo le preoccupazioni per azioni legali da parte dei pazienti.

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Articolo a cura di: CARLO FINOCCHI
Sono un consulente di marketing ed aiuto i Medici a comunicare la loro professionalità e a farsi scegliere grazie al marketing specifico per il settore sanitario.
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