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Chi è e cosa fa il manager sanitario?

Il management delle aziende sanitarie è un argomento al centro dell’opinione pubblica e mediatica. In un contesto sociale ed economico, come quello che stiamo affrontando, temi come gestione delle risorse, cura del paziente e attenzione agli sprechi, sono prioritari.
Una figura sotto ai riflettori in questi casi è il manager sanitario.

Chi è il manager sanitario e cosa fa

Facciamo un passo indietro.
Chi è il manager sanitario? In passato veniva comunemente definito “caposala”. Un manager sanitario è un medico che guida, supervisiona e assicura la qualità di una struttura sanitaria, ad esempio ospedali o centri medici.

Il manager sanitario, infatti, è il responsabile dell’assistenza sanitaria ai pazienti, che coordina il personale sanitario che lavora in ospedale: infermieri, ostetriche, tecnici sanitari, di radiologia e riabilitativi.

Quali competenze deve avere un manager sanitario

A un manager sanitario sono richieste varie competenze, in diversi ambiti:

  • clinico-assistenziali: cura e assistenza ai pazienti, assicurandosi che tutte le operazioni si svolgano nel migliore dei modi;
  • competenze manageriali: approcciare nel modo giusto i problemi, trovare soluzioni efficaci, favorire l’innovazione delle strutture, gestire i budget, tenere sotto controllo l’amministrazione;
  • capacità relazionali e di leadership: gestire e valorizzare al meglio le risorse umane dell’ospedale o del centro medico, guidando il team nelle varie situazioni.

Come si diventa manager sanitario

La cultura e le competenze tecniche sono necessarie in tutti gli ambiti, specialmente in alcuni, e quello sanitario rientra certamente nella categoria. Come si diventa, quindi, manager sanitario?
Generalmente chi accede al ruolo di manager sanitario ha conseguito una laurea riguardante una professione sanitaria (tra quelle specificate nella Legge n.43 del febbraio 2006) oppure in una delle aree più vicine al management: scienze dell’amministrazione, giurisprudenza, scienze giuridiche o economia.

Dato l’ambito in continua evoluzione e la richiesta di aggiornamento sempre costante e al passo coi tempi, cie desidera accedere al ruolo di manager sanitario sceglie di continuare il percorso formativo. Un’opzione molto gettonata è l’iscrizione a un master in Management e Coordinamento delle professioni sanitarie.

Ciò che fa davvero la differenza

La formazione è sicuramente centrale per un manager sanitario capace, che voglia fronteggiare le sfide che gli si prospettano davanti. Ma anche l’esperienza ha un peso: il settore sanitario è in continuo cambiamento e anche l’organizzazione, i bisogni e le conoscenze tecniche possono modificarsi rapidamente.
In uno scenario come questo, l’esperienza e le capacità personali diventano quindi un elemento che fa la differenza, che può anche influire in maniera determinante sulle prestazioni dell’azienda sanitaria.

In definitiva un manager sanitario di valore dovrebbe essere un professionista competente e formato, reattivo in caso di crisi, attento ai bisogni sia del suo staff, sia dei pazienti, con un occhio non solo agli aspetti medico-sanitari, ma anche alle questioni amministrative.

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Articolo a cura di: CARLO FINOCCHI
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