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La comunicazione nel rapporto medico-paziente


(Se vuoi, ascolta la versione audio dell’articolo!)

Il rapporto medico-paziente: come costruire le giuste basi!

Il rapporto medico-paziente è un rapporto molto particolare perché presuppone piena fiducia tra due persone che, fondamentalmente, non si conoscono. Fino a qualche anno fa si parlava di rapporto asimmetrico: era il medico ad avere le informazioni e i mezzi utili al paziente che era la parte vulnerabile nella relazione. Negli ultimi anni, a causa di numerose campagne sulla malasanità, il malpractice e la facilità di trovare le informazioni su internet in ambito sanitario, questo rapporto è entrato in crisi.

Spesso il paziente non pone più completa fiducia nel medico e nel il ruolo che ricopre. Il rapporto, nell’apparenza e non nella forma, non è più asimmetrico, perché il paziente crede di avere i mezzi per mettere in discussione il punto di vista del professionista che ha di fronte.

Il medico deve quindi conquistare la fiducia del paziente e mostrare i vantaggi del proprio metodo di lavoro, proprio come avviene tra un brand e il suo cliente.
Come ricucire questa relazione? Come riconquistare la fiducia del paziente? Qui entra in campo la comunicazione con le sue mille sfaccettature.

La comunicazione nel rapporto medico-paziente è fondamentale per creare una relazione interpersonale sana e per la buona riuscita del processo di guarigione; occorre quindi “curarne“ la forma e i contenuti. Non è un caso se all’estero già da diversi anni sono stati introdotti corsi di comunicazione anche nei piani di studio di medicina e, fortunatamente, questo è un aspetto di cui si comincia a discutere anche in Italia.

Come la comunicazione tra medico e paziente incide nel processo di guarigione?

L’abilità del medico di comunicare in modo efficace con il paziente determina l’intensità della relazione, influenza il livello di motivazione del paziente a star meglio e contribuisce a far sì che il paziente aderisca al trattamento proposto, con più determinazione. Una buona comunicazione, otre a dare la possibilità al medico di acquisire maggiori e più dettagliate informazioni circa lo stato di salute e la storia clinica del paziente che ha di fronte, predispone quest’ultimo a vivere il percorso di cura con una maggiore serenità e, come dimostrano molti studi scientifici, questo aumenta notevolmente le possibilità di guarigione, oltre a favorire il passaparola e, di conseguenza, la promozione dei servizi offerti dal medico.

4 consigli di comunicazione per “curare” il rapporto medico-paziente

1) Fai le giuste domande

Fai le giuste domande in maniera diversa a seconda della persona che hai di fronte.
Può sembrare banale, ma ponendo domande specifiche in modo cordiale, si riescono a ottenere informazioni che il paziente omette per dimenticanza, per vergogna o che spesso generalizza perché ritiene poco rilevanti. Un’ “intervista” amichevole e confidenziale ti permetterà di acquisire maggiori informazioni sulla storia clinica del paziente e lo farà sentire importante e ascoltato. Mi è capitato spesso di incontrare medici che mentre mi facevano domande non mi guardavano nemmeno; questo è il modo migliore per annullare il senso di fiducia. Fare le giuste domande è fondamentale, però non basta, devi esercitarti nell’ascolto. Nei prossimi punti ti fornisco qualche spunto.

2) Analizza l’esperienza soggettiva del paziente

Analizza l’esperienza del paziente con la malattia e nel rapporto con la figura medica. Capire se la persona che hai di fronte ha avuto esperienze negative con tuoi i colleghi o se è una persona particolarmente ansiosa ti aiuterà a rassicurarla e a prevenire eventuali avversioni nei tuoi confronti o nei confronti del trattamento che vuoi proporle; è molto probabile che tu non sia il primo medico che incontra e cercare di capire che esperienza ha avuto con i tuoi colleghi può aiutarti molto.

3) Fai attenzione ai tre livelli di comunicazione:

Verbale (parole), Para Verbale (tono, timbro di voce e volume) e Non Verbale (linguaggio del corpo e prossemica).
Spesso durante una conversazione si sottovalutano i livelli para verbali e non verbali, perdendo una parte importante di informazioni.
Attraverso gesti, postura e movimenti, il paziente esprime emozioni, sentimenti, preoccupazioni, desideri e informazioni fondamentali che non possono essere acquisite attraverso la sola comunicazione verbale. Adattando la tua risposta a tali gesti e ponendo la giusta attenzione alla postura e ai movimenti, puoi contribuire a mettere le basi consolidando la relazione.

4) Applica la tecnica del ricalco!

Applicare la tecnica del ricalco vuol dire riprodurre, anche in modo lieve, alcune espressioni o caratteristiche del modo di parlare o di muoversi del paziente. Lo scopo è quello di entrare in sintonia con lui (creare un rapporto) e favorire la comprensione di ciò che vorrai comunicargli.

Oltre a predisporre il paziente in modo favorevole, spesso, quando si applica la tecnica del “ricalco”, le due persone che stanno interagendo arrivano al punto di parlare con un tono di voce simile, assumere posture simmetriche e utilizzare espressioni linguistiche simili. Tendono ad assomigliarsi e,  più si assomigliano, più aumenta la loro disponibilità ad affidarsi l’una all’altra.

La tecnica del ricalco non è semplice da mettere in pratica, soprattutto all’inizio. Il consiglio che mi sento di darti è di concentrarti su due aspetti:
1. Il tono di voce:
Se il tuo paziente parla in modo lento e con un tono di voce molto basso, magari perché è in ansia e preoccupato, comunicare con lui con un tono di voce alto e squillante ti farà entrare in contrasto. Adegua il tuo tono al suo e sarà più predisposto nei tuoi confronti.
2. Le espressioni linguistiche:
Se il tuo paziente tende a utilizzare spesso una parola, inseriscila anche tu nel tuo discorso: ti aiuterà a farti comprendere più facilmente).

In sintesi:
Una volta creato un rapporto di affinità con il tuo paziente ti sarà più facile conquistare la sua fiducia e raggiungere il rapporto di asimmetria di cui ti parlavo all’inizio dell’articolo. A questo punto avrai il “permesso” di stabilire la direzione corretta della terapia, accompagnando il paziente, che ora pone in te piena fiducia perché ti vede “simile” a lui.

Una precisazione:
Fare marketing medico NON vuol dire scoprire “trucchi” di PNL (Programmazione Neuro Linguistica) per convincere le persone a venire da te. Il marketing medico non ha come obiettivo quello di far fare ai medici azioni di convincimento nei confronti dei pazienti, ma bensì quello di riuscire a farsi preferire.

Non si tratta di trasformare una professione importante come quella medica in un modello di business aziendale, si tratta invece di essere più vicini alle persone costruendo con loro un rapporto di fiducia, tramite i mezzi che il marketing propone.
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Per approfondimenti ti consiglio di leggere il libro:
PNL per i medici. L’arte e la scienza del linguaggio per la guarigione di Garner Thomson e Khalid Khan.

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Perchè fare un funnel nel settore Medico?


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Il Funnel nel settore Medico

Cos’è un funnel e perchè è così importante nel marketing medico? Se sei un dottore che ha già cominciato ad informarsi su cos’è il marketing per promuovere se stesso o un centro medico, molto probabilmente ti sei già imbattuto in questo termine, oppure ne hai già sentito parlare.

Creare un funnel è la strategia più usata negli ultimi anni per acquisire nuovi clienti (la famosa lead generation). Oggi ti racconto perché gli esperti di marketing la utilizzano spesso e come è possibile applicarla in ambito medico.

Cos’è il Funnel nel Marketing Medico?

Come forse saprai, “funnel” è una parola inglese che significa imbuto. La strategia di marketing basata sui funnel prevede infatti un percorso “ad imbuto” che presenta differenti step; si tratta, dunque, di un processo che un potenziale consumatore percorre per raggiungere un obiettivo: la conversione.

Nel caso di un funnel pensato per il marketing medico, l’obiettivo finale è l’acquisizione di un nuovo paziente. Ovviamente il numero di nuovi pazienti che realmente vengono acquisiti è decisamente inferiore rispetto al numero di coloro che entrano nell’ipotetico imbuto; questo perché è molto difficile conquistare la fiducia delle persone, e ancora più difficile è vendere un prodotto o un servizio a chi non ci conosce, soprattutto quando parliamo di prestazioni mediche.

Come puoi vedere da questa immagine, nella parte alta del funnel si trovano tutti i potenziali clienti che entrano in contatto con le tue campagne pubblicitarie (annunci pubblicitari a pagamento su Facebook o su Google) oppure dai tuoi canali di comunicazione, come ad esempio il sito internet.

Il paziente che entra in contatto con una tua campagna pubblicitaria potrebbe (e dovrebbe) essere in target con te. Il messaggio pubblicitario deve stimolare il suo interesse, così da portarlo all’interno del secondo step, dove il tuo obiettivo è proprio quello di fargli compiere un’azione, come ad esempio lasciarti un suo contatto (e-mail o telefono).

Man mano che fornirai motivi validi per seguirti, gli utenti che sono entrati nel tuo funnel continueranno a seguirti ed entreranno così nella parte più profonda dell’imbuto, ovvero più vicino al tuo obiettivo che in questo caso potrebbe essere la prenotazione della prima visita.

Ma torniamo allo step 2: l’azione più comune che potrebbe essere fatta, e sicuramente la meno impegnativa, è proprio quella di farsi lasciare il loro indirizzo e-mail. Per acquisire indirizzi e-mail si è soliti “dare qualcosa in cambio” e, come avevamo già affrontato negli articoli precedenti, potrebbe essere un piccolo PDF, una traccia audio o un video che trattino un argomento di enorme valore e interesse per le persone che sono in target con i tuoi servizi/prodotti.

Questo è il primo e cruciale passaggio da fare per dimostrare le tue competenze e soprattutto per conquistare la loro fiducia.
Hai la possibilità di essere ascoltato, quindi crea dei contenuti di valore che possano aiutare in maniera pratica oppure chiarire i dubbi del tuo potenziale paziente.

Man mano che si procede verso la parte più stretta dell’imbuto, ossia il “percorso” strategico che avrai ideato, il numero di contatti si affinerà sempre di più e rimarranno solo coloro che sono veramente interessati ai tuoi servizi e che hanno una maggior possibilità di diventare i tuoi futuri pazienti.

Esempio di funnel nel marketing medico ONLINE:

Per costruire un funnel marketing medico efficace occorre analizzare la situazione del tuo studio medico e creare degli obiettivi chiari e ben definiti. In linea generale ti consiglio di attivare il funnel marketing medico online con campagne di Facebook Ads. Per procedere con il secondo step del funnel sarebbe opportuno attivare delle campagne di remarketing. Grazie agli strumenti che la piattaforma pubblicitaria di Facebook ti mette a disposizione, avrai così la possibilità di mostrare promozioni mirate soltanto a chi ha già dimostrato interesse per la tua attività e quindi creare un “legame”; in questo modo tali contatti saranno più propensi a diventare tuoi clienti. A questo punto puoi offrire loro qualcosa in cambio di un contatto; ad esempio, un ginecologo potrebbe offrire loro un white paper sul papilloma virus previa compilazione di un breve form con nome e numero di telefono. Potrà poi utilizzare questi preziosi contatti per coltivare il rapporto, magari inviando degli aggiornamenti sull’importanza della prevenzione per combattere questo virus.

Rafforzato il rapporto di fiducia può quindi puntare a ricevere un contatto diretto, proponendo una promozione sulla prima visita ginecologica con pap test: i suoi contatti si trasformeranno in pazienti o rimarranno contatti fidelizzati in attesa di un ulteriore stimolo o del momento giusto per convertirsi.

Esempio di funnel nel marketing medico OFFLINE:

Anche se negli ultimi anni il funnel marketing viene utilizzato soprattutto nel web marketing, è una strategia efficace anche con campagne offline.

Prendiamo sempre ad esempio il ginecologo che vuole acquisire nuove pazienti; oltre alle campagne di Facebook Ads, può attivare il suo funnel con campagne di volantinaggio nel proprio quartiere o nella sua città (a seconda del target da lui stabilito). Per farsi conoscere e per aumentare la fiducia delle sue potenziali clienti (secondo step del funnel), può invece organizzare dei convegni di approfondimento sul papilloma virus chiedendo all’ingresso della sala un modulo d’iscrizione completo di nome e numero di telefono; successivamente si può concludere la strategia di funnel con un richiamo all’azione, invitando le clienti, mediante SMS, ad usufruire della promozione sulla prima visita ginecologica. Anche nelle campagne di funnel marketing offline i contatti possono rimanere tali o trasformarsi in clienti. Nel primo caso il ginecologo potrebbe attivare una campagna di remarketing online grazie ai contatti raccolti all’evento e attivare quindi un nuovo funnel.

Entrambe le strategie, quella online e quella offline, non si concludono con la prenotazione della prima visita. L’errore che commettono in molti è pensare che il funnel fruttuoso sia quello in grado di convertire il maggior numero di persone che entrano all’interno dell’imbuto in pazienti che prenotano una prima visita. Questo pensiero è errato: uno studio medico, come qualsiasi altro tipo di attività che fa business, trae un vero beneficio solo dai pazienti affezionati.

Cosa vuol dire? Che dovrai essere bravo a fidelizzare in modo definitivo i pazienti che entrano nel tuo studio grazie a un funnel, farti conoscere meglio e promuovere la tua attività.

Tornando al ginecologo che ha attivato il funnel, dovrà cercare di far emergere i suoi punti di forza durante il primo incontro con la paziente e cercare di creare un legame duraturo.
Questo è possibile attraverso:

  • Cura nell’allestire la sala d’attesa. Non è importante soltanto creare un ambiente ordinato e confortevole; è opportuno anche mettere a proprio agio la paziente, ad esempio inserendo nella sala uno schermo dal quale proiettare un video di presentazione del ginecologo e dei servizi offerti nello studio. In questo modo la paziente avrà la possibilità di conoscere il medico prima ancora di vederlo di persona.
  • Attenzione al rapporto con la paziente durante e anche dopo la visita. È sufficiente prendersi qualche minuto in più per approfondire le informazioni date tramite il white paper e scambiare due parole per rassicurare la paziente; ma allo stesso tempo è essenziale sottolineare l’importanza di visite periodiche.
  • Fissando subito l’appuntamento per la visita di controllo e, se possibile, richiamando la paziente qualche giorno prima come promemoria.

Ricapitolando…

  1. Il funnel è un percorso che prevede differenti step progressivi
  2. Il funnel è utile perché permette al medico di “catturare” l’attenzione di persone che sono potenziali pazienti, di creare con loro un rapporto, di conquistare la loro fiducia e investire risorse soltanto con coloro che sono realmente interessati ai suoi servizi perchè arrivano alla fine del funnel.
  3. Il funnel marketing è valido nel settore medico per acquisire nuovi pazienti, ma è efficace soltanto se quei clienti diventano pazienti affezionati che si fidano del proprio medico.

In questo articolo ti ho raccontato a cosa serve un funnel marketing medico e ti ho dato alcuni suggerimenti per realizzarlo. Vuoi scoprire ulteriori informazioni o un supporto per creare un funnel? Scrivici!

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promuovere studio dentistico

Come promuovere lo studio dentistico: un esempio pratico

Come promuovere lo studio dentistico?

Ti ho già parlato di come è cambiato il mercato odontoiatrico e di quanto sia importante costruire una valida strategia di marketing per contrastare le catene low cost. Nel mio precedente articolo “Quello che devi sapere sul marketing odontoiatrico”, infatti, ti ho raccontato delle “4 P del marketing” in ambito odontoiatrico. Oggi però voglio soffermarmi proprio sulla quarta “P”, la Promozione, e regalarti una strategia da mettere subito in pratica seguendo 3 piccoli e semplici consigli.

1) Testimonianze dei pazienti

Per prima cosa ti consiglio di fare una raccolta di feedback dei tuoi pazienti.
Le testimonianze positive, infatti, servono a far aumentare la fiducia di chi magari capita sul tuo sito internet o sulla tua pagina Facebook e non ti conosce bene come professionista. Puoi raccoglierle in differenti modi:

  • facendo compilare un questionario, cartaceo oppure online, alla fine del vostro percorso di cura
  • chiedendo ai tuoi clienti di lasciare una recensione sulla tua pagina Facebook o su quella di Google MyBusiness
  • chiedendo direttamente ai tuoi pazienti più affezionati di registrare un breve video in cui raccontano la loro esperienza presso il tuo studio.

Quest’ultima soluzione, la video testimonianza, è sicuramente quella più efficace e più apprezzata da chi entra in contatto con te la prima volta e cerca di capire se sei il professionista più adatto per risolvere il suo specifico problema.

Avere dei clienti che ci mettono la faccia, che raccontano la loro esperienza e soprattutto come hai risolto il loro problema è sicuramente la soluzione più adatta anche per far scaturire quel senso di riprova sociale che può aiutare la persona nella scelta del professionista più adatto a risolvere il suo problema. Cliccando qui troverai alcune delle nostre video testimonianze. Non sarebbe bello se anche tu avessi le tue?

2) Google Ads

Il secondo suggerimento pratico che vorrei raccomandarti è quello di creare una strategia di marketing che ti permetta di accrescere subito il tuo fatturato e avere a disposizione nuove risorse da investire nella promozione. Inizia ad utilizzare Google Ads, ovvero la piattaforma di pubblicità a pagamento (pay per click) di Google.

Perché proprio Google Ads? Perché quando qualcuno cerca le parole “Dentista a Milano” su Google, ad esempio, ti permette di apparire tra le prime voci grazie al posizionamento non organico (ovvero pagando). Avrai quindi la possibilità di collocarti nella sezione sopra ai siti dei dentisti che non utilizzano la pubblicità a pagamento e di indirizzare la tua campagna pubblicitaria verso un target molto preciso (hai la possibilità di scegliere parametri come città, età e genere del tuo paziente).

Come funziona Google Ads?

La piattaforma si basa, fra le altre cose, sulla logica dell’asta per parole chiave (keyword) esattamente come nell’esempio di prima “Dentista a Milano”. Hai quindi la possibilità di individuare un gruppo di parole chiave che rappresentino le attività del tuo studio dentistico (esempio: “devitalizzazione dente Milano”) e di offrire una certa cifra per esse, proprio come in un’asta. Per questo motivo, non basta avviare semplicemente una campagna per avere la certezza che gli utenti visualizzino il tuo annuncio su Google, ma devi essere bravo a individuare le parole chiave efficaci e non troppo richieste dalla concorrenza.

Una buona campagna Ads, infatti, punta su parole chiave specifiche che sono frutto di importanti ricerche e di diverse prove. Dunque, conviene sempre rivolgersi ad un professionista del settore affinché ti supporti nella ricerca delle parole e nella creazione di landing page (pagine di atterraggio per i tuoi futuri clienti che hanno cliccato sull’annuncio) ottimizzate per la conversione. Questo ti permetterà di non bruciare tutti i soldi che avevi pensato di investire.

3) Facebook Ads

Quando suggerisco ai miei clienti di realizzare campagne a pagamento su Facebook, spesso mi rispondono: “ma nessuno cerca un dentista sui social network!”. Questo (in parte) è vero, ma non è da sottovalutare che le persone passano la maggior parte del tempo libero su Facebook e Instagram; quindi perché non approfittarne?
Occorre ovviamente farlo con astuzia e strategia non è un lavoro da dilettanti!
Ricorda anche di creare e lasciare sempre attive delle campagne di remarketing su tutti gli utenti provenienti dalla pubblicità Pay per Click.

Prima di approfondire il termine “remarketing” e capire cosa sia, è importante distinguere due aspetti: domanda latente e domanda consapevole.

I social network, compreso Facebook Ads, sono ottime piattaforme per intercettare la domanda latente.

Si definisce domanda latente quando gli utenti interessati a uno specifico servizio/prodotto, restano informati sull’argomento. Magari non sono (ancora) alla ricerca dei tuoi servizi ma probabilmente potrebbero essere un ottimo pubblico in target pronto a contattarti in un secondo momento.

Stimolare questo tipo di domanda tramite Facebook Ads significa intercettare il pubblico interessato e sottoporgli contenuti o prodotti al fine di trasformare il loro interesse vago in interesse specifico, quindi in domanda consapevole.

Google e Google Ads, rispetto ai social network, rispondo invece ad un tipo di domanda consapevole. Chi cerca le parole “Dentista a Milano” quasi sicuramente avrà bisogno di un dentista!

Tornando alla parola di prima, remarketing, scopriamo cosa significa e cosa vuol dire!

Il remarketing è la pubblicità online che si basa sui visitatori del tuo sito internet. Quando un utente visita un sito internet che sta facendo remarketing lascia una “traccia” i famosi cookie.

Detto in parole semplici: se un utente vede l’annuncio che hai programmato a pagamento su Google, cliccando e andando sul tuo sito rimarrà una traccia del suo passaggio. Questa traccia, nei giorni successivi, ti permetterà di fargli vedere nuovamente i tuoi annunci pubblicitari.

Questa tipologia di pubblicità aiuta a mantenere il tuo studio ben visibile ai tuoi potenziali clienti convertendoli in clienti reali. Devi sapere, infatti, che solo il 2% del traffico web converte alla prima visita sul sito. Il remarketing è uno strumento creato proprio per aiutarti a raggiungere l’altro 98%.

Come funziona il Remarketing su Facebook?

Come ti ho accennato, si basa sui cookie, ovvero su file di testo in cui sono scritte informazioni circa il sito visitato e il dispositivo utilizzato per navigare.

Per il remarketing, i cookie fanno in modo che la pubblicità “ti segua”. Ti sarà sicuramente capitato di vedere su Facebook la pubblicità di un prodotto che avevi precedentemente cercato su Google; ecco, quello è un esempio pratico di remarketing.

Ma come si ottiene? Durante la fase di creazione della campagna pubblicitaria, Facebook ti dà la possibilità di generare un “pixel”, ovvero un codice da inserire sul tuo sito per collegarlo con il tuo account Facebook. Una volta collegato il sito, avrai la possibilità di creare un nuovo pubblico personalizzato per la tua inserzione e di indicare, nello specifico, che ne facciano parte tutti quegli utenti che hanno visitato il tuo sito o una determinata pagina di questo.

Riuscirai così a catturare maggiormente l’attenzione dei tuoi futuri clienti!

Esempio pratico: ipotizziamo che hai attivato una campagna a pagamento su Google Ads per promuovere il tuo servizio di devitalizzazione denti….

Paola (una tua cliente in target) ha un forte mal di denti e comincia ad informarsi su internet per capire in cosa consiste la devitalizzazione e quali sono i professionisti che se ne occupano a Milano, la sua città. Cercando su Google clicca sul tuo annuncio e “atterra” sul tuo sito. Subito dopo le squilla il telefono: è la sua amica Marzia che vuole raccontarle della sua ultima conquista amorosa. Paola chiude quindi il computer e decide di rimandare la scelta… in fondo è anche un po’ odontofobica.
Il giorno dopo, durante la pausa pranzo, apre Facebook dal suo smartphone per distrarsi un po’ dal lavoro e vede l’annuncio del tuo studio dentistico. L’annuncio di remarketing che hai creato per Facebook utilizza il video di un tuo ex paziente soddisfatto, Stefano, odontofobico pure lui, che racconta quanto si è trovato bene nel tuo studio e come hai risolto il suo problema.
Paola decide quindi di cliccare sul pulsante e contatta subito la tua segretaria per prendere un appuntamento!

Per mettere in pratica questa strategia dovrai dunque:

  1. Registrare la video testimonianza di un tuo paziente.
  2. Avviare una campagna Ads con parole chiave specifiche.
  3. Avviare una campagna di remarketing su Facebook utilizzando il video del tuo cliente.

Questo è solo un esempio pratico di come potenziare la promozione del tuo studio dentistico.
Vuoi scoprire la strategia più idonea alla tua attività? Contattaci!

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pubblicità per psicologi

Gli psicologi possono fare pubblicità?

Gli psicologi possono fare pubblicità?

Ultimamente sono stato contattato da molti psicologi che, una volta superato l’esame di stato e pronti ad intraprendere la professione, non sapevano come riuscire ad avviare la propria attività; in particolar modo non avevano ben chiaro cosa potessero o non potessero fare per promuovere il proprio studio professionale.

Da dove partire se sei uno psicologo e vuoi promuovere la tua attività?

La prima cosa che ho detto loro è stata: sì, anche gli psicologi possono (e devono) usufruire della pubblicità per cercare di farsi contattare da potenziali nuovi clienti.
A questo punto ho chiesto a quale ordine fossero iscritti e sono andato a ricercare il regolamento in materia di pubblicità emanato dal loro ordine di riferimento.
Questo è un passaggio fondamentale che consiglio sempre di fare prima di intraprendere qualsiasi azione di marketing per promuovere la propria attività da psicologo.

È un passaggio fondamentale perché è proprio l’ordine che dovrà vigilare su una eventuale vostra violazione delle regole. Nel mio caso, o meglio, nel caso dei miei clienti, l’ordine di riferimento era per tutti quello della Toscana.
Trovate il regolamento cliccando qui.

Il regolamento è molto simile per tutti gli ordini: è possibile svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio proposto, il prezzo ed i costi complessivi delle prestazioni. Sempre garantendo trasparenza e veridicità dei contenuti.

Consiglio sempre di costruire una buona strategia di marketing combinando in egual modo promozione ed etica.

Cosa inserire all’interno della pubblicità per psicologi?

I dati che devi obbligatoriamente inserire se sei iscritto all’albo degli psicologi sono:
1. Nome e cognome;
2. Residenza o domicilio o sede legale;
3. Titolo professionale: Psicologo o Dottore in tecniche psicologiche (per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro/per i servizi alla persona e alla comunità);
4. Ordine professionale presso cui sei iscritto e il numero di iscrizione.

Attività non consentite per la promozione

Esistono delle attività e dei canali che sono vietati dal regolamento. Queste limitazioni non devono preoccuparti, come ti anticipavo, se segui sempre la regola di equità tra promozione ed etica, sono attività che scarteresti ugualmente.

È bene però ricordarle:

a) targhe luminose;
b) cartelloni pubblicitari (se il luogo di esposizione/affissione non è pertinente o poco opportuno rispetto al contenuto);
c) striscioni pubblicitari, sponsorizzazioni e testimonial (nel caso di pubblicità sanitaria);
d) banner e pop-up;
e) visite a domicilio a scopo promozionale;
f) attività di volantinaggio;
g) e-mail, telefonate, telefax, lettere, stampe o dépliant diffusi ad una pluralità di destinatari indistinti ed indiscriminati.

Come deve essere il sito internet di uno psicologo?

È possibile fare promozione anche online attraverso un sito internet, purché si garantisca sempre la veridicità dei contenuti e il rigore scientifico.
Ti consiglio di creare un sito internet semplice e professionale, ma allo stesso tempo accattivante e che esprima in modo chiaro il tuo approccio alla professione e il tuo metodo.
Puoi utilizzare il sito internet come piattaforma per la condivisione dei contenuti che hai creato, come ad esempio un blog, pillole video o un podcast per dare dei consigli utili ai tuoi visitatori e mettere in risalto la tua professionalità e le tue competenze.

Durante la fase di sviluppo del sito internet è fondamentale tenere a mente che:

  • all’interno del sito è vietato inserire collegamenti esterni con esplicite finalità commerciali riferiti a beni o servizi non connessi con l’attività professionale. (Come ad esempio le pubblicità di Google Adsense)
  • lo psicologo è tenuto a informare l’Ordine degli Psicologi della pubblicazione online del proprio sito web entro trenta giorni, comunicandone l’indirizzo di riferimento.

Situazione di abuso, procedimento disciplinare e sanzioni

In caso di abuso dell’attività pubblicitaria o di mancanza di trasparenza e veridicità dei contenuti pubblicitari, lo psicologo deve rispondere di violazione deontologica.

Abbiamo visto insieme che le restrizioni non sono poi molte, soprattutto se viene fatta un tipo di comunicazione etica e corretta, evitando, ad esempio, forme di pubblicità comparativa delle prestazioni fra i vari colleghi.

Prima di fare pubblicità per psicologi ricorda di fare sempre riferimento al regolamento emanato dal tuo ordine o di rivolgerti ad esperti di marketing specializzati in ambito sanitario, in modo da evitare sanzioni e una cattiva reputazione.

Vuoi saperne di più su come promuovere la tua attività da psicologo? Contattaci!

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Marketing-Sanitario-5-consigli

Marketing Sanitario: come intercettare futuri pazienti

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Abbiamo già parlato di quanto sia importante studiare un piano marketing in ambito sanitario e di come non solo sia possibile fare pubblicità per i medici ma anche di quanto al giorno d’oggi sia quasi fondamentale farla per farsi notare rispetto alla concorrenza!

Marketing Sanitario: 5 consigli per farsi trovare dai futuri pazienti!

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Oggi ti daremo 5 consigli da mettere subito in pratica per intercettare i tuoi futuri pazienti e farti contattare in caso di bisogno.

1) Non nasconderti!

Hai già un sito internet e uno studio medico geolocalizzato? Potrebbe sembrare banale ma se non sei presente online non esisti. Nel momento del bisogno la maggior parte delle persone cerca su internet lo specialista più idoneo a risolvere il suo problema, questo succede anche in campo sanitario. Se non hai un sito internet o ne hai uno non curato, non aggiornato o non ben posizionato su Google, le persone potrebbero non trovarti mai o, peggio ancora, farsi una cattiva idea della tua professionalità. Aggiorna periodicamente il tuo sito internet, crea o cura la tua geolocalizzazione tramite Google MyBusiness e controlla periodicamente la tua presenza online.
Un paziente non molto soddisfatto, o un tuo competitor, potrebbe parlare male di te sui social network o su un forum e tu potresti non venire a saperlo mai!

2) Incentiva il passa parola dei tuoi attuali pazienti

Come? Coccolandoli! Fa in modo che il tuo studio diventi un ambiente piacevole e confortevole. Cura la comunicazione con i tuoi pazienti, sia durante il trattamento che a visita terminata. Il Follow-up (catamnesi) può davvero fare la differenza!
Renditi disponibile sfruttando i social network: attraverso una pagina Facebook, ad esempio, puoi restare in contatto con loro pubblicando articoli interessanti e suggerimenti, rispondendo ai loro dubbi e alle loro curiosità tramite i messaggi privati. Si sentiranno coccolati e saranno sicuramente ben disposti a parlare bene di te ai loro amici e parenti.

3) Intercetta i tuoi futuri pazienti nel posto in cui passano più tempo: i social Network

Spesso i medici non tendono ad includere i social network all’interno della loro strategia di marketing sanitario, soprattutto se si tratta di promozioni a pagamento. Sbagliato!
Attiva delle campagne Facebook ADV (Post sponsorizzati sulla tua pagina Facebook) ben targettizzate sul tuo territorio e sui tuoi reali potenziali pazienti (fatti aiutare da un professionista se hai difficoltà).
In questa fase potrebbe essere utile “regalare” agli utenti brevi podcast (pillole audio) o piccoli PDF (documenti di 5-10 pagine) con consigli utili per affrontare alcuni bisogni mirati, ad esempio patologie meno gravi ma molto diffuse inerenti la tua specializzazione, diventerai un professionista di fiducia e creerai un legame con loro ancor prima di conoscerli di persona.

4) Organizza degli eventi informativi

Puoi organizzare differenti tipologie di eventi informativi, workshop, seminari, webinar… Magari coinvolgendo altri professionisti che possono essere di supporto al tuo lavoro. Ad esempio se sei un medico senologo, potresti organizzare un seminario gratuito in cui si affronta, con il supporto di uno psicologo, anche l’aspetto psicologico o un nutrizionista con cui esplorare la giusta alimentazione durante un periodo di malattia.
Utilizzando un po’ di fantasia si riescono a trovare spunti per eventi interessanti anche nelle specializzazioni che sembrano più ostiche.
Questo ti aiuterà non sono a offrire un seminario più completo ma anche a creare delle alleanze strategiche con i tuoi colleghi.

5) Campagne di volantinaggio

Organizza una campagna di volantinaggio nella tua zona, soprattutto se hai da poco aperto il tuo nuovo studio.
Distribuire volantini nelle cassette della posta dei tuoi vicini o ancora meglio nei punti di ritrovo che frequentano le persone che sono in target con i tuoi servizi, è un buon modo per farsi conoscere. Ti consigliamo di rivolgerti a un grafico per non cadere nel banale! Anche l’occhio vuole la sua parte e immagini piccole e sgranate, accompagnate da scritte nere su fondo blu non aiutano affatto.
Regola base: farsi notare restando professionali. Sempre!

Ricorda che alla base di ogni comunicazione pubblicitaria ci deve essere il concetto di misurabilità.

Inserisci un piccolo buono sconto, magari una prima visita conoscitiva gratuita, mettendo sempre una data di scadenza all’offerta, così che tu possa misurare i reali ritorni.

Vuoi ricevere ulteriori suggerimenti su come migliorare il tuo marketing sanitario? Rimaniamo in contatto!

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I medici possono fare pubblicità?

I medici possono fare pubblicità?

(Se vuoi, ascolta la versione audio dell’articolo e scopri che tipo di pubblicità possono fare i medici!)

Sì, i medici possono fare pubblicità. Nel 2006 è entrato in vigore il decreto Bersani (Legge nr. 248/2006) e la pubblicità sanitaria, che fino ad allora era del tutto vietata, è stata liberalizzata. Il decreto vale sia per i professionisti che per le società, come confermato dalla sentenza 3717/2012 della Corte di Cassazione.
Per evitare di commettere infrazioni occorre però conoscere bene la normativa.

Come medici e dentisti possono fare pubblicità senza essere sanzionati.

Indice:
Le regole da seguire
Il ruolo dell’ordine
Ma allora conviene ai medici fare pubblicità?
[Aggiornamento 2019: pubblicità medici]

Negli anni successivi all’entrata in vigore della legge Bersani alcuni medici, soprattutto dentisti, sono stati sanzionati e questo ha scoraggiato molti sanitari che, per evitare di commettere infrazioni, hanno deciso di non promuovere la propria attività. In realtà le sanzioni che sono state inflitte non devono spaventare perché sono solo frutto di inesperienza.
Vediamo insieme come dentisti e medici possono fare pubblicità.

pubblicita-sanitaria

Le regole da seguire:

Il decreto Bersani ha liberalizzato la promozione pubblicitaria per medici ed odontoiatri, ciò nonostante, i medici devono sottostare al Codice di Deontologia Medica stilato dalla Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi ed Odontoiatri, in particolare agli articoli: 53, 54, 55 e 56.

• No a pubblicità ingannevoli

La prima regola da prendere in considerazione è valida per tutti i tipi di campagne promozionali, non soltanto in ambito sanitario. La pubblicità non deve divulgare notizie false, ingannevoli o che possano sviluppare nelle persone preoccupazioni infondate e comportamenti imprudenti da un punto di vista sanitario. Sono inoltre vietate le promozioni camuffate da divulgazioni scientifico-sanitarie. È però consentita la comunicazione dei servizi offerti, dei titoli e delle proprie specializzazioni.

• Canali promozionali ammessi

– Tv locali e nazionali
– Siti internet
– Volantini
– Inserzioni pubblicitarie su giornali (quotidiani, periodici) e/o riviste specializzate
– Inserzioni su elenchi telefonici, pagine gialle, elenchi di categoria
– Targhe murarie
– Ogni altra forma o strumento purché rispetti le regole del decoro professionale

• Informazioni obbligatorie da inserire

Il medico su ogni comunicazione informativa, online e offline, dovrà inserire:
– Nome e cognome del sanitario
– Titolo di medico chirurgo e/o di odontoiatra
– Domicilio professionale ed estremi di contatto
– Nel caso di strutture sanitarie private è obbligatorio indicare il nominativo del Direttore Sanitario (per approfondimenti clicca qui) .

L’informazione tramite siti internet deve essere rispondente al D.Lgs n. 70 del 9 aprile 2003 e dovrà contenere:
– Il nome, la denominazione o la ragione sociale
– Il domicilio o la sede legale
– Gli estremi che permettono di contattarlo rapidamente e di comunicare direttamente ed efficacemente, compreso l’indirizzo di posta elettronica
– L’Ordine professionale presso cui è iscritto e il numero di iscrizione
– Gli estremi della laurea e dell’abilitazione e l’Università che li ha rilasciati
– La dichiarazione, sotto la propria responsabilità, che il messaggio informativo è diramato nel rispetto del Codice Deontologico
– Il numero della partita IVA qualora eserciti un’attività soggetta ad imposta
– Nel caso di strutture sanitarie, il nome del Direttore Sanitario

Inoltre dovrà contenere gli estremi della comunicazione inviata all’Ordine provinciale relativa all’autodichiarazione del sito Internet.

I siti internet devono essere necessariamente registrati su domini nazionali italiani e/o dell’Unione Europea (ovvero con estensione “.it” oppure con estensioni europee ma non ad indirizzo commerciale, non è pertanto consentito il  “.com”), a garanzia dell’individuazione dell’operatore e del committente pubblicitario.

• Tariffe e costi

La legge consente di inserire indicazioni circa le tariffe e i costi della propria attività sanitaria, purché non costituiscano il contenuto essenziale del messaggio pubblicitario e non siano presenti su targhe o insegne.
Non è inoltre possibile associare la pubblicità del medico o del dentista ad altre pubblicità, soprattutto se hanno come oggetto la promozione di aziende farmaceutiche o di società produttrici di dispositivi sanitari.

Il ruolo dell’Ordine

Il ruolo dell’Ordine dei medici competente sul territorio è fondamentale, è infatti l’organo che, grazie ad un’apposita commissione, ha l’incarico di verificare preventivamente e di controllare successivamente, anche in via disciplinare, che i sanitari rispettino la normativa.

Cosa va comunicato all’Ordine?
L’Ordine provinciale di appartenenza deve essere formalmente avvertito della creazione del tuo nuovo sito internet.
Nella dichiarazione che dovrai inviare, assicuri la conformità del messaggio pubblicitario nel rispetto degli articoli del Codice di Deontologia Medica citati sopra.
Puoi dichiarare la messa online del tuo nuovo sito internet utilizzando questo modulo.

Senza alcun obbligo, ma in alcuni casi ampiamente consigliato, il medico iscritto all’Ordine può richiedere una valutazione preventiva da presentare in caso di dubbi sull’effettiva conformità del materiale presente online.

La richiesta può essere inviata all’Ordine provinciale tramite posta raccomandata oppure tramite PEC.

Puoi scaricare questo modulo per la richiesta di verifica e valutazione preventiva sui testi e sui contenuti del tuo sito internet.

Ma allora conviene ai medici fare pubblicità?

Senza mai perdere di vista l’aspetto etico di questa professione, bisogna accettare il fatto che il sanitario, oltre ad essere colui che si prende cura delle persone, è anche l’imprenditore di se stesso che deve quotidianamente “competere” con altri medici che svolgono la sua stessa attività.

Non è quindi inadeguato fare pubblicità anche in questo settore, soprattutto se ci si affida a professionisti specializzati nell’ambito sanitario che conoscono le normative e sono sensibili all’aspetto etico.

Il punto focale sarà sempre il paziente, e tutte le strategie pubblicitarie o di marketing dovranno sempre avere come fine ultimo la soddisfazione dei suoi bisogni, attraverso il raggiungimento degli obiettivi del medico.

È quindi consigliato per i medici e gli odontoiatri fare pubblicità e rivolgersi a esperti di marketing sanitario, per riuscire inoltre a competere in modo equo con le macro cliniche e le cliniche low cost che si stanno diffondendo in questi ultimi anni, soprattutto in ambito odontoiatrico.

[Aggiornamento 2019: pubblicità medici]

Con la Legge di Bilancio (L 30/12/2018, n. 145) sono cambiate, in parte, le carte in tavola per quanto riguarda la pubblicità sanitaria.
Dal 2019 è permessa solo la pubblicità informativa, e dovrà assolutamente essere evitato ogni riferimento “promozionale o suggestivo”.
Vediamo insieme cosa afferma esattamente la nuova legge:

Art. 1 – Comma 525

  1. Le comunicazioni informative da parte delle strutture sanitarie private di cura e degli iscritti agli albi degli Ordini delle professioni sanitarie di cui al capo II della legge 11 gennaio 2018, n. 3, in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività, comprese le società di cui all’articolo 1, comma 153, della legge 4 agosto 2017, n. 124, possono contenere unicamente le informazioni di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, escluso qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignità della persona e del suo diritto a una corretta informazione sanitaria.

Art. 1 – Comma 536

  1. In caso di violazione delle disposizioni sulle comunicazioni informative sanitarie di cui al comma 525, gli ordini professionali sanitari territoriali, anche su segnalazione delle rispettive Federazioni, procedono in via disciplinare nei confronti dei professionisti o delle società iscritti e segnalano tali violazioni all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai fini dell’eventuale adozione dei provvedimenti sanzionatori di competenza. Tutte le strutture sanitarie private di cura sono tenute a dotarsi di un direttore sanitario iscritto all’albo dell’ordine territoriale competente per il luogo nel quale hanno la loro sede operativa entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.


In questo articolo abbiamo approfondito l’argomento, andando ad individuare i punti di forza della nuova pubblicità sanitaria.

È necessario fare vera informazione sanitaria, portando all’attenzione del paziente il valore professionale del medico.
Di fatto fare marketing sanitario vuol dire anche migliorare la vita delle persone: non solo è etico, è fondamentale!

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Fonti e approfondimenti:
Agenas.it
Linee guida per la pubblicità sanitaria
Codice Deontologico

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