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Neuromarketing sanitario: cos’è e come puoi sfruttarlo?

Anche se in questo articolo parlerò di neuromarketing per il settore sanitario, non mi metterò il camice bianco e non mi improvviserò dottore. Ti racconterò però cos’è il neuromarketing e come la sua applicazione riguarda anche te in quanto medico che vuole attrarre nuovi pazienti.

Sei pronto? Iniziamo!

In parole povere possiamo dire che il neuromarketing è l’incontro delle neuroscienze con il marketing. Due discipline che sembrerebbero lontanissime, ma che in realtà mirano allo stesso obiettivo: studiare e capire come pensano le persone, come agisce il loro inconscio

In più, nel marketing queste conoscenze hanno un effetto immediato perché aiutano a pianificare strategie che vanno incontro al modo di pensare dei consumatori e li spingono ad acquistare.

Ti sembra tutto troppo astruso quando si parla di pazienti? In realtà non è così, perché anche i pazienti, quando prendono decisioni su un bene tanto importante come la salute, agiscono d’impulso, trascinati dalle emozioni e dal loro inconscio. 

Il neuromarketing al servizio della strategia di marketing sanitario

Abbiamo appena visto che scienza e marketing si possono “fondere” e dare vita al neuromarketing. Prima, però, di analizzare come funziona il neuromarketing e conoscere quali tecniche puoi adottare insieme alla tua agenzia specializzata nel marketing sanitario, proprio come Marketing Medico, permettimi di ribadire un concetto fondamentale.

Come dico sempre ai dottori che iniziano un percorso con noi, tutti i singoli strumenti che mettiamo a disposizione sono come fette di una torta. Solo tutte le fette formano la torta completa.

Pensare che basti applicare le tecniche di neuromarketing alla pubblicità sanitaria, o che un sito internet ben fatto sia tutto quello che ti serve, è decisamente sbagliato. Ogni strumento deve essere al servizio della strategia di marketing sanitario e se ti affiderai a Marketing Medico percorrerai tutte le tappe di questa strategia da protagonista, e non da spettatore pagante, dando il tuo fondamentale contributo.

Noi non ci fingiamo esperti di marketing sanitario, come fanno alcune web agency o agenzie di marketing generiche, per poi farti bruciare soldi in una campagna pubblicitaria fine a se stessa, rivolta a tutti, non misurabile e che non porta risultati. 

Prima di tutto analisi del target e del Posizionamento

Quando ti rivolgi a noi, quello che ci preme sapere è l’obiettivo che ti sei posto a breve e a lungo termine. Lo analizziamo con te, insieme al tuo target di riferimento e al tuo Posizionamento.

Anche il neuromarketing, infatti, come qualsiasi altro strumento di marketing sanitario, diventa efficace quando NON è rivolto a qualunque tipo di paziente, ma è rivolto solo ai pazienti che soffrono del problema che tu risolvi e sono disposti a prenotare una visita o a ricevere il trattamento che offri.

Il giusto tipo di pazienti li attrai quando, prima di tutto, hai trovato la risposta a questa domanda:
« Perché il paziente dovrebbe scegliere te e i tuoi servizi, e farlo ora, rispetto a tutte le alternative possibili, compreso il non fare nulla? », ovvero quando hai individuato il tuo corretto Posizionamento e la tua idea differenziante.

Quindi: neuromarketing sì, ma sempre all’interno di una strategia di marketing sanitario, altrimenti è solo un modo per cavalcare un’onda o una moda, che non ha un riscontro concreto sui tuoi guadagni e sull’aumento dei tuoi pazienti.

Come pensa il nostro cervello davanti a una pubblicità?

Entriamo nel vivo di questa disciplina, che è giovanissima e ha meno di 20 anni. Nasce infatti nel 2002 grazie agli studi di Ale Smidts, professore di Marketing Research alla Rotterdam School of Management. 

In realtà, anche se da poco scienziati e marketer utilizzano test ed esami per comprendere il comportamento d’acquisto delle persone, da sempre i venditori provano ad entrare nella mente del pubblico per anticipare i suoi desideri.

Quali test e ricerche svelano il modo di pensare del nostro cervello? Gli scienziati sono riusciti a rilevare l’attività cerebrale con Elettroencefalografie e Risonanze elettromagnetiche funzionali. Inoltre, sono riusciti a tracciare il movimento dell’occhio su una pagina web, con l’Eye tracking, uno strumento che analizza la dilatazione delle pupille in rapporto agli stimoli ricevuti.

Ecco un esempio di eye tracking:

neuromarketing-sanitario-2

In questa immagine pubblicitaria di un famoso profumo, l’attenzione viene completamente rapita dal viso di Scarlett Johansson.

Senza entrare troppo nello specifico, perché, ripeto, non mi voglio improvvisare né medico né scienziato, i risultati di questi test e studi hanno confermato quello che gli psicologi comportamentali avevano già portato alla luce: siamo esseri irrazionali! 

Viviamo di emozioni e impercettibili sensazioni e in base a quelle, anche se crediamo di agire razionalmente, prendiamo le nostre decisioni.

Anche se poi subentra la razionalità, il primo “clic” che scatta nella nostra testa è irrazionale, condizionato da colori, odori e processi cognitivi che vedremo tra poco.

Ma come puoi attrarre l’attenzione di nuovi pazienti con il neuromarketing?

Applica il neuromarketing al marketing sanitario

Eccoci alla parte più interessante per te, medico, che vuoi avere la fila fuori dal tuo studio. Il neuromarketing, infatti, diventa uno strumento utile quando non rimane nei libri ma anzi viene usato consapevolmente, per spingere i potenziali pazienti ad agire.

Cosa trovano quando arrivano sul tuo sito? Dovrebbero trovare già inviti all’azione, le cosiddette “Call to Action”, e poi video, testimonianze, eBook e dopo il sito internet magari potrebbero seguirti sui social network. 

Applicando le tecniche di neuromarketing non fai altro che rafforzare questi inviti all’azione. Con il neuromarketing infatti agisci in modo indiretto, su struttura del sito, colori, annunci pubblicitari, “opzione di mezzo”, direzioni e sguardi.

Parlo arabo? No, tranquillo, ho messo un po’ di carne al fuoco, un nome dopo l’altro senza dare spiegazioni, ma adesso vedremo di cosa si tratta nello specifico.

Prima di tutto, le persone

Prima di passare ai consigli per sfruttare questo potente strumento che è il neuromarketing, vorrei sottolineare che stiamo parlando di persone in carne e ossa. Quindi, noi di Marketing Medico, non approviamo l’utilizzo subdolo di queste tecniche che altri “professionisti” del marketing invece consigliano. I tuoi pazienti non sono solo come semplici utenti a cui vendere un prodotto o servizio!

Ogni visitatore del tuo sito internet o della tua pagina Facebook è prima di tutto una persona che ti ha trovato digitando il tuo nome o la tua categoria su Google. O, magari, perché un parente gli ha parlato bene di te. Questa persona ha un problema e vuole sapere se tu offri proprio la soluzione che cerca.

Il neuromarketing quindi, al di là di tutte le definizioni tecniche che si possono dare, è un modo di connettere empaticamente medico e paziente. Essere dietro allo schermo di un portatile o di un cellulare non rende meno responsabili delle proprie azioni. Quella persona che ti chiede informazioni su Facebook non è un profilo astratto, ma potrebbe essere lo stesso essere umano che ti troverai di fronte nel tuo studio quando farai una visita.

Fatta questa premessa, analizziamo alcune tecniche di neuromarketing applicabili in una strategia di marketing sanitario.

6 tecniche per attrarre pazienti con il neuromarketing sanitario

I consigli che ti darò adesso non devi metterli in pratica tu stesso. Sarà la tua agenzia di marketing sanitario, con ogni componente del team, a metterli al servizio della tua professione. È importante però che tu sappia cosa significano termini come “Z-pattern” e “Opzione di mezzo” perché solo così sarai consapevole di come hai speso i tuoi soldi.

Ecco 6 tecniche che scienziati e marketer hanno sviluppato in questi anni e possono dare una spinta in più alla tua strategia di marketing sanitario:

  1. Z-pattern. Questa espressione indica il modo in cui di solito leggiamo le pagine dei siti internet, formando, con l’occhio, una immaginaria Z sullo schermo. Per questo, i programmatori realizzano pagine di atterraggio (landing page) o siti internet che assecondano questo movimento sullo schermo e chi legge troverà titoli e contenuti fondamentali in corrispondenza di questa “Z” immaginaria. 

    Ecco un esempio di Z-pattern sulla prima pagina di Facebook:neuromarketing-sanitario-3


  2. Indirizzare lo sguardo del potenziale paziente con frecce o forme particolari. Il nostro occhio, quando guarda un sito internet, può essere guidato da frecce che evidenziano un certo titolo o una certa frase. Oppure, presentando 3 offerte, quella su cui si vuole puntare di più potrebbe essere impaginata con una forma diversa, affinché l’occhio percepisca qualcosa che “stona” rispetto al resto e si concentri proprio su quella offerta. (Trovi un esempio al punto 5)


  3. Attrarre con colori rassicuranti. I colori che ispirano fiducia e rassicurano i potenziali pazienti sono il blu e il verde, mentre il rosso è generalmente associato al pericolo. Sarebbe quindi opportuno che il programmatore della tua agenzia di marketing sanitario, in accordo col grafico, realizzi un sito internet con una forte presenza di tonalità blu e verdi (colori che, se ci pensi bene, sono spesso presenti negli ospedali).


  4. Negli annunci pubblicitari, le persone sono attratte da visi che guardano in una direzione. Gli studi di Eye tracking hanno messo in evidenza che, in un annuncio pubblicitario, non basta un viso per attrarre inconsciamente il nostro sguardo. È efficace, ma non basta. Il volto deve anche essere rivolto verso il testo che illustra la tua offerta. In questo modo gli occhi del paziente si dirigeranno prima sul volto e poi sull’annuncio che quel volto sta guardando. 

    Prova tu stesso:neuromarketing-sanitario-4


  5. Opzione di mezzo. Poniamo che tu sia un dentista che propone tre pacchetti ai suoi pazienti:
    Il primo è una visita per valutare lo stato complessivo della bocca e l’eventuale presenza di carie o altri problemi.
    Il secondo è una visita con un trattamento di prevenzione (igiene dentale)
    Il terzo è un percorso a lungo termine che prevede una prima visita con l’igiene dentale e tre controlli annuali.

    Se le possibilità fossero soltanto due, la prima visita e la prima visita con il trattamento di prevenzione, i pazienti tenderebbero a scegliere la singola visita. Con l’inserimento della terza opzione (il percorso a lungo termine), la seconda opzione diventa la cosiddetta “opzione di mezzo”. In questo modo il potenziale paziente valuta più sostenibile e conveniente la prima visita con trattamento di prevenzione.

    neuromarketing-sanitario-1


  6. Frasi che restano nella mente. Quando si parla dei testi del tuo sito internet, non è importante solo come sono disposti sulla pagina, ma anche la loro capacità di colpire immediatamente il lettore. Il copywriter della tua agenzia di marketing sanitario deve essere bravo, rimanendo entro i limiti della legge sulla pubblicità sanitaria, a comunicare la tua unicità con titoli che agiscano sulla parte di cervello detta “cervello antico”, cioè quella che si concentra su frasi e parole. Infatti, i ricercatori dell’University College di Londra hanno scoperto che questa parte del nostro cervello attiva un meccanismo, detto “Hippocampal Headlines”, capace di interpretare testi, anche complessi, e di fissarli nella nostra mente.

Come hai visto, queste 6 tecniche non vanno contro le regole deontologiche e professionali, ma ti aiutano a connetterti con potenziali pazienti in cerca di aiuto. Un’agenzia specializzata nel marketing sanitario come Marketing Medico saprà cucirle su misura alla tua professione e integrarle alla strategia per ottenere nuovi pazienti.

Questi concetti sono ancora poco chiari?

Preferisci passare subito all’azione e capire come migliorare la tua comunicazione? Ecco il primo passo da fare.

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Articolo a cura di: CARLO FINOCCHI
Sono un consulente di marketing ed aiuto i Medici a comunicare la loro professionalità e a farsi scegliere grazie al marketing specifico per il settore sanitario.
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Comunicazione sanitaria: cos’è e come funziona?

Raccontare, raccontarsi. Far capire agli altri chi sei veramente, convincerli a fidarsi di te e a contattarti nel momento del bisogno.

Ecco cos’è la comunicazione sanitaria, ed ecco a cosa serve. 

L’uomo racconta storie da milioni di anni. Prima sui muri delle caverne, attorno a un fuoco, poi nelle iscrizioni funerarie, nei papiri, nei testi degli oratori latini, e ancora, viaggiano rapidamente nei secoli, sulla carta o nelle taverne, a tavola e sui treni. E oggi sullo schermo di un portatile o di un cellulare.

L’uomo ha bisogno di storie per identificarsi, abbattere le barriere della diffidenza, far viaggiare l’immaginazione.
Anche il marketing sanitario ha bisogno di storie.

Per avvicinare medico e paziente. Per ristabilire un legame che a volte sembra si sia perso. Ma le storie con cui tu, medico, puoi attirare l’attenzione dei tuoi pazienti non sono favole della buona notte infiorettate con effetti speciali e suggestioni.

La comunicazione sanitaria deve sempre rimanere nei limiti della legge, soprattutto quando chiama direttamente in causa il paziente.

Non deve essere ingannevole, ma deve puntare a fornire informazioni utili ai lettori.

In particolare, sono 3 gli obiettivi principali di chi fa comunicazione sanitaria:

  1. Aumentare le visite al sito internet, al blog o alle pagine social
  2. Rafforzare la percezione positiva della propria offerta
  3. Stimolare ed aumentare le vendite.

Ultimo punto, ma primo per importanza, è quello di stimolare ed aumentare le vendite. Sì, perché in fondo non lavori per la “gloria” e non puoi perdere tempo.

Lavori per te, per la tua famiglia e per i tuoi pazienti, e devi curare il maggior numero di persone possibile. Non puoi certo perdere tempo in chiacchiere.

Se ti affidi ad un’agenzia di comunicazione generica, il rischio è proprio quello di perderti in dettagli inutili. Tanti bei discorsi, qualche “mi piace” in più su Facebook, ma nessun risultato concreto.

Se sei un medico che lavora da solo o con pochi collaboratori non hai milioni di euro da investire in comunicazione sanitaria. Non sei una multinazionale o un’azienda farmaceutica di grandi dimensioni, per cui raccontare storie è anche un modo di accrescere la popolarità.

A te la popolarità (almeno in questa fase) non serve. A te serve una comunicazione sanitaria in funzione del Posizionamento. Cioè devi utilizzare una serie di tecniche, che vedremo tra poco, per raccontare al potenziale paziente perché dovrebbe scegliere te, piuttosto che la tua concorrenza, piuttosto che non scegliere affatto.

Comunicazione sanitaria al servizio della Strategia di Marketing Medico

Ogni volta che pubblichi un video, l’articolo di un blog, un post o qualsiasi altro contenuto della tua comunicazione sanitaria, ricordati che deve far parte di una precisa strategia di marketing sanitario pianificata a tavolino.

Se ti rivolgerai ad un’agenzia come Marketing Medico, la prima cosa che faremo sarà quella di individuare il tuo pubblico di riferimento e di studiare la tua concorrenza.

Questo passaggio viene prima di tutto. È in questo momento che ti aiuteremo a capire, in base anche alla tua specifica focalizzazione, su quale idea differenziante puoi puntare.

Se sei un Odontoiatra specializzato nell’Odontoiatria Pediatrica, che ci sa fare con i bambini, ma lavori per tutti, senza comunicare la tua idea differenziante, rimarrai uno dei tanti dentisti che si affidano solo al classico passaparola e i pazienti ti chiameranno solo se da te risparmiano.

Ma non vorrai puntare sul prezzo, no? Hai studiato anni e anni e poi vuoi farti scegliere perché sei più economico? Non credo.

Credo invece, ma correggimi se sbaglio, che tu voglia valorizzare il tuo speciale rapporto con i bambini e la capacità di curare i loro denti meglio degli altri dentisti tuoi diretti concorrenti.

Supponiamo che, pianificando la strategia di marketing sanitario, abbiamo visto che nella tua città ci sono solo 2 Odontoiatri specializzati in Odontoiatria Pediatrica. Hanno un sito internet mezzo vuoto, con i contatti telefonici e poco altro, e una pagina Facebook abbandonata. Sono presenti online, ma non fanno pubblicità o la fanno male. 

Vuoi davvero perdere questa occasione? Decine di mamme potrebbero finalmente trovare un dentista che non fa paura ai loro figli perché sa che prima di usare gli strumenti ci vogliono le parole giuste.

Anche senza avere a disposizione un budget enorme, noi di Marketing Medico riusciremo a trasmettere il valore della tua offerta e la tua particolare sensibilità a chi cerca un Odontoiatra diverso dagli altri.

Se riuscirai a comunicare la tua diversità non dovrai contrattare nessun prezzo. I genitori percepiranno il valore del tuo lavoro e non si lamenteranno di aver speso un po’ di più. Ne sarà valsa la pena!

Vediamo quindi come raccontare in modo efficace la tua storia per attrarre nuovi pazienti.

Dai forma alla tua storia medica!

Abbiamo detto che per comunicare correttamente con il tuo pubblico è necessario raccontare una storia. Ma come scrivere una storia che funzioni e parli della tua idea differenziante?

Intanto dobbiamo distinguere tra le storie che si raccontano a una tavolata di amici, per divertire, e quelle che trasmettono il proprio punto di vista e spingono il lettore a immedesimarsi o all’azione.

comunicazione-sanitaria

Una storia raccontata per portare i pazienti dalla propria parte si basa su 5 elementi fondamentali:

  1. L’inizio. La situazione di partenza, in cui vengono collocati i personaggi;


  2. Il contesto, ovvero il problema o la sfida che spinge all’azione. Il contesto nel tuo caso può essere rappresentato dalla sfida di aprire uno studio, o per esempio dal desiderio, maturato fin da ragazzo, di curare una certa malattia;


  3. L’apparizione dell’eroe, ovvero del personaggio che diventa portavoce e difensore di un’idea, di un valore;


  4. Il finale, che rappresenta il culmine della storia. Nel tuo caso, potrebbe essere una patologia particolarmente grave che hai diagnosticato e risolto in modo diverso dagli altri medici;


  5. La morale, che rende più chiaro il significato della storia e rafforza il legame costruito in precedenza.

Non importa e non è necessario che tu scriva un romanzo o parli per minuti e minuti di fronte a una videocamera. Devi però comunicare in maniera semplice e facilmente comprensibile.

Un trucco molto efficace per mantenere viva l’attenzione e farti ascoltare è quello di lavorare sulle opposizioni. Trovare un “nemico”.

Non mi fraintendere, non sto parlando di un tuo diretto concorrente. Non puoi e non devi svalutare la concorrenza, ma devi individuare un’opposizione rispetto alle tue idee e ai tuoi valori.

Per esempio, un Chirurgo estetico può parlare di inestetismi; un Dentista può trattare le carie e il tartaro; un Ortopedico può combattere il dolore alla schiena, e via dicendo. Non ti spaventare, però. In tutto questo lavoro non sarai mai solo. Il team di Marketing Medico ti aiuterà a comunicare in modo legale ed efficace le tue storie e a trovare le opposizioni più adatte per suscitare reale interesse verso le tue offerte.

Il modello attanziale nella comunicazione sanitaria

Vediamo invece adesso come sfruttare la millenaria struttura dei miti per fare comunicazione sanitaria. La struttura dei miti è conosciuta anche come modello attanziale ed è composta da questi elementi:

  • Soggetto: il protagonista, cioè chi insegue un obiettivo. Nel tuo caso è il potenziale paziente che convive con un dolore e vuole tornare a stare meglio;
  • Oggetto: ciò che il soggetto/lettore vuole, desidera;
  • Destinante: il mandante dell’azione che il soggetto vuole compiere;
  • Destinatario: chi trae vantaggio se il soggetto raggiunge l’oggetto;
  • Assistente: il servizio che ti differenzia dalla concorrenza;
  • Nemico: contro chi o cosa il paziente deve agire.

Facciamo un esempio pratico per capire meglio: poniamo che tu sia un Dermatologo specializzato nella cura delle micosi delle unghie dei piedi. Vuoi comunicare i vantaggi di un trattamento innovativo che risolve il problema della micosi in tempi più brevi del previsto. Potrai adattare il modello attanziale in questo modo:

  • Soggetto: il paziente con le micosi;
  • Oggetto: avere delle unghie sane;
  • Destinante: il paziente scopre che sei in grado di risolvere il suo problema con un trattamento innovativo;
  • Destinatario: tutte le persone con le micosi alle unghie dei piedi;
  • Assistente: il trattamento;
  • Nemico: i trattamenti generici meno efficaci proposti dal medico o la pigrizia e la trascuratezza del paziente, che spingono a rimandare la visita.

Una struttura come questa ti aiuterà concretamente a sviluppare le storie che comunicano il valore unico dei tuoi servizi. Ma non è finita qui…

3 tipi di storie per comunicare il tuo Posizionamento Medico

Esistono ancora altri tipi di storie, per la precisione 3, che possono rivelarsi molto utili quando fai comunicazione sanitaria. Strutture fisse che puoi applicare insieme a Marketing Medico ai post sui social network, ai video o a qualsiasi altro strumento della strategia di marketing sanitario.
Vediamole insieme:

  1. Il viaggio personale. Ogni professione ha un punto di partenza lontano nel tempo e ogni persona può raccontare la storia del proprio viaggio imprenditoriale. Anche tu, che hai iniziato con gli studi universitari o coltivi fin da piccolo il desiderio di aiutare gli altri, puoi dare valore alla tua esperienza e condividerla con il tuo pubblico.


  2. Superamento dell’ostacolo. Quali ostacoli hai incontrato nel tuo percorso di vita e professionale? Quali sono i problemi che hanno dovuto superare i tuoi pazienti? Ciò che hanno provato può accadere proprio in questo momento ad altre persone, che, leggendo, si immedesimano e sono spinte all’azione per ottenere gli stessi benefici.


  3. Storia di ammonimento. Quali sono i rischi o le conseguenze se i tuoi pazienti trascurano un sintomo, un dolore o conducono una vita non sana? Ogni essere umano cerca di evitare il dolore. Vale naturalmente anche per i tuoi pazienti. Informarli correttamente sullo stile di vita e i comportamenti da tenere nella vita di tutti i giorni è un modo molto efficace per attirare la loro attenzione.

Come hai visto, ogni tecnica offre molti spunti su cui lavorare, ma tieni bene a mente che serve a ben poco se non è accompagnata da un Posizionamento corretto. Fare comunicazione sanitaria è fondamentale ora che i pazienti sono sempre più informati sulle offerte dei medici e per farla bene non puoi improvvisare. Affidarti ad un’agenzia di marketing che conosce le regole del gioco è il primo passo per farti conoscere da tante nuove persone, online e offline.

E adesso, se vuoi scoprire altri consigli per migliorare la tua comunicazione clicca QUI e accedi Gratis al gruppo Facebook di Marketing Medico. È molto più di un semplice gruppo: è la prima community di dottori che parla di comunicazione nel settore sanitario!

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P.S.:
Per approfondimenti sulla creazione di storie e la struttura del “Viaggio dell’eroe” ti consiglio la lettura di due libri:
1. Il viaggio dell’eroe – Chris Vogler
2. L’eroe dai mille volti – Joseph Campbell

P.P.S.:

Ti mostro adesso un esempio ben fatto di comunicazione sanitaria. Un video che può servire da spunto per capire meglio cosa significa raccontare una storia, ma che non devi replicare. Perché?
Perché questo tipo di pubblicità rientra in una categoria di comunicazione adatta solo a chi può permettersi enormi sforzi e un grande budget. È un tipo di pubblicità d’immagine che spesso non comunica il posizionamento e in molti casi lascia spazio solo alla creatività.. tutti elementi non sostenibili per un medico.
Buona visione!

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Articolo a cura di: CARLO FINOCCHI
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Strategia di marketing sanitario: gli 8 step da seguire

Sei un medico e hai deciso di fare marketing sanitario? Hai finalmente scoperto che perdere altro tempo è inutile e controproducente? C’è una cosa che a questo punto però dovresti sapere: il marketing sanitario è, prima di tutto, strategia.

Puoi avere tutte le buone intenzioni del mondo e magari anche una buona somma da investire, ma se manca un piano, una strategia di marketing sanitario attentamente studiata, rischi di bruciare tutto il tuo budget.

La prima cosa da NON fare è quella di rivolgersi e affidare ad un’agenzia di marketing generica la responsabilità della tua strategia di marketing; nella maggior parte dei casi realizzeranno per te solo canali di comunicazione (sito internet e social network) che non portano a niente, né in termini di nuovi pazienti né in termini di una maggiore autorevolezza.

Il primo consiglio che ti do, quindi, è di affidarti solo ad un’agenzia di marketing specializzata nel settore sanitario, che conosce tutte le leggi a cui un medico deve sottostare e che ha studiato per te una precisa strategia di marketing sanitario. Di cosa si tratta? Lo vedremo tra poco, ma intanto sappi che una strategia di marketing ben fatta deve basarsi su 8 step, 8 momenti in cui sarai direttamente tu il protagonista, insieme al team della tua agenzia.

Se sceglierai di affidarti ad un’agenzia specializzata nel settore sanitario, come nel caso di Marketing Medico, dovrai avere un ruolo da protagonista e non di semplice spettatore pagante. Iniziando questo percorso avrai modo non solo di farti ricordare maggiormente dai tuoi potenziali pazienti, ma anche e soprattutto di fidelizzare quelli attuali e di attrarne di nuovi.

Questo è l’indice degli 8 step:
1. L’analisi preliminare
2. Il Posizionamento Comunicativo
3. Servizio di Front-end e Back-end
4. Testi e immagine coordinata
5. Testimonianze
6. Sito internet
7. Social network
8. Pubblicità a pagamento

Ora scopriamo nel dettaglio i primi passi da fare:

1. L’analisi preliminare

Il primo passo da affrontare è l’analisi preliminare e gli obiettivi da raggiungere.
Sei agli inizi della tua carriera nella sanità privata? Hai già una certa fama? Lavori da 2 o da 20 anni? Conosci alla perfezione i tuoi punti di forza e quelli di debolezza?
Qual è il tuo target ideale di pazienti? Qual è il tuo sistema di credenze?

In ogni caso, dovresti prima di ogni altra cosa analizzare i tuoi colleghi e la tua concorrenza, diretta e indiretta.
Non ti puoi permettere di andare allo sbaraglio!

[Attenzione: non devi conoscere la concorrenza per copiarla, assolutamente no! Devi studiare la concorrenza per fare qualcosa di diverso.]

Il lavoro preliminare consentirà alla tua agenzia di individuare con precisione il tuo paziente ideale e il sistema di credenze da veicolare ai tuoi potenziali pazienti. È un lavoro da fare a 4 mani, che può essere rivisto nel tempo, ma che rappresenta la base necessaria da cui partire.

Se hai già una buona mole di pazienti potresti trovare la risposta ad alcune delle domande grazie alla realizzazione di un questionario anonimo da far fare in sala d’attesa oppure da inviare via e-mail ai tuoi pazienti. Ti consiglio di realizzare il questionario con Google Moduli, è facile e intuitivo e potrai analizzare le risposte in un attimo.

Questo è l’esempio di un questionario di soddisfazione del paziente:
https://forms.gle/PUgZGEgGcHF38dUE6

Se decidi di farlo compilare in sala d’aspetto, potresti utilizzare un tablet economico, come questo.

Se preferisci inviarlo per e-mail, potresti creare un messaggio di accompagnamento simile a questo:

«Caro Nome,
ti scriviamo questa breve e-mail perché gradiremmo molto conoscere la tua opinione in merito al servizio che ti abbiamo offerto e perché vorremmo scoprire cosa poter migliorare.

Rispondendo a poche e semplici domande all’interno di questo questionario, contribuirai a migliorare l’offerta dei servizi che proponiamo a te e a chi avrà le tue stesse necessità.

Ci teniamo a farti presente che il questionario è completamente anonimo, pertanto non ci sarà modo per noi di capire chi lo ha compilato.

Apprezzeremo molto la tua sincerità!

Link per accedere al questionario:
https://forms.gle/PUgZGEgGcHF38dUE6

Grazie di cuore per il tempo che ci dedicherai.»

2. Il Posizionamento comunicativo: l’arma più forte contro la concorrenza

Da fare in parallelo all’analisi preliminare c’è il secondo passo, il più importante, il fulcro di ogni strategia di marketing sanitario che porta davvero dei risultati.

Di cosa parlo? Del Posizionamento.
Fissarsi in modo indelebile nella mente del paziente significa individuare una nicchia di persone, un metodo o una caratteristica unica dei tuoi servizi, quella per cui sei diverso dai tuoi colleghi e risolvi meglio di tutti un problema dei tuoi pazienti.

Per posizionarsi devi lavorare sulla percezione che ha di te il tuo pubblico. Solo in questo modo riuscirai a dare una risposta concreta alla domanda:
« Perché il paziente dovrebbe scegliere te e i tuoi servizi, e farlo ora, rispetto a tutte le alternative possibili, compreso il non fare nulla? »

Deve essere una risposta diversa dal solito «Perchè io sono il più bravo e ottengo i risultati migliori prendendomi veramente cura dei pazienti!».

Fornire una motivazione razionale, concreta e unica alla prenotazione di una visita, cioè il motivo per cui il paziente ti preferirà ai tuoi colleghi anche se sei più costoso di loro, è un passo fondamentale per ogni medico.

Un esempio?
Poniamo che tu sia un Ortopedico.
Potresti essere percepito come un:

  • Ortopedico generico della mutua
  • Ortopedico generico
  • Ortopedico specializzato in operazioni alla spalla
  • Ortopedico specializzato in operazioni alla spalla che ha operato sportivi e anche tennisti famosi

A chi pensi che vorrebbe rivolgersi un paziente che ha un problema alla spalla e con una buona disponibilità economica? Non è assolutamente scritto da nessuna parte che l’Ortopedico che ha operato sportivi famosi sia oggettivamente più bravo, più competente di un Ortopedico meno rinomato. Anzi, quello meno specializzato potrebbe risolvere il problema del paziente in modo meno invasivo, più veloce ed efficace.

Senza dubbio, però, l’Ortopedico specializzato in operazioni alla spalla o che cura gli sportivi famosi verrà percepito come il più bravo e il più ambito della sua categoria e potrà alzare i prezzi rispetto ai suoi colleghi.

Attenzione: la percezione deve comunque basarsi su qualcosa di fondato. Tutto deve comunque partire dalla professionalità e dalla competenza, da un rapporto empatico col paziente e da una corretta focalizzazione in una precisa e delimitata nicchia di mercato.

L’Ortopedico rinomato deve offrire sì un servizio all’altezza del suo buon nome, ma, differenziandosi dai suoi colleghi, parte già avvantaggiato e ha più probabilità di farsi ricordare quando il potenziale paziente avrà bisogno di lui.

Per cui, se tu fossi un Ortopedico, il mio consiglio sarebbe di lavorare duramente in modo da essere percepito come il migliore nella tua specifica nicchia.

Alla tua agenzia di marketing specializzata nel settore medico spetterà il compito di comunicare correttamente al pubblico la tua differenziazione. Altrimenti rischi di essere solo uno dei tanti e la scelta del paziente non potrà che ridursi a colui che offre il prezzo più basso.

3. Front-end e Back-end

Che te ne pare fino ad ora? Il gioco si fa duro, ma sono sicuro che non ti tirerai indietro proprio adesso. È arrivato il momento di riflettere su un altro tassello fondamentale della strategia di marketing sanitario. La definizione del tuo servizio di Front end e del tuo servizio di Back end.

Cosa significa? Semplice, te lo spiego subito. Il servizio di front end nel caso di molti medici potrebbe essere la visita, cioè il servizio che i tuoi pazienti acquistano per primo, quello che dovresti andare a promuovere sui canali di comunicazione che ti mostrerò tra poco.

Con la visita riuscirai non solo ad analizzare il singolo caso, ma anche a conquistare la fiducia del tuo paziente.
Questo passaggio è molto importante!
Il paziente ha la necessità di fidarsi di te e, come capita spesso in Italia, la fiducia è solo il punto di arrivo e mai il punto di partenza.

Definire un ottimo prodotto di front end, ad un costo accessibile per il paziente, è sicuramente il primo modo per creare un legame fra te e lui.

Quali caratteristiche dovrebbe avere un buon prodotto di front end?
• Dovrebbe avere un “Effetto Wow!”, che lasci un buon ricordo nella mente del paziente.
• Potrebbe, a livello economico, far andare in pari (break even) il medico, in quanto il vero interesse e guadagno lo si avrebbe solo nel prodotto di Back end.

Dedica tempo e risorse nel regalare un’esperienza unica durante la prima visita. Le soddisfazioni arriveranno dopo!

È solo a questo punto, dopo il servizio di front end che potrai proporre il servizio di back end, cioè il tuo business principale, quello su cui hai più margine di guadagno. Per esempio, se sei un chirurgo, l’intervento chirurgico vero e proprio.

4. Realizzazione dei testi e creazione dell’immagine coordinata

Gradualmente entrano in gioco tutti i componenti della tua agenzia di marketing specializzata nel settore medico. In particolare, adesso tocca al Copywriter e al Grafico. Dovrai affidarti al Copywriter per la realizzazione dei testi da inserire sul tuo sito internet e al Grafico, che studierà la concorrenza in termini visivi, per la realizzazione del logo (nuovo se ne avevi già uno troppo lontano dal tuo posizionamento), del biglietto da visita, della carta intestata, insomma dell’immagine coordinata che andrai a proporre online e offline.

In questa fase è importante che il Copywriter e il Grafico lavorino a stretto contatto con te, ascoltando le tue indicazioni ed elaborando poi con efficacia ed originalità uno stile comunicativo cucito su misura in base al tuo posizionamento individuato nella prima fase della strategia di marketing sanitario.

Il Copywriter è una figura da non sottovalutare; potrà aiutarti a realizzare un breve eBook scaricabile dal tuo sito internet, cioè un breve documento informativo da regalare ai pazienti davvero interessati, in modo che ti lascino la loro e-mail, che sarà la chiave d’accesso per proporre tutti i tuoi nuovi contenuti, aggiornamenti e le tue offerte.

L’alternativa ad un eBook, ma uno non esclude l’altro, per catturare l’attenzione è realizzare uno o una serie di video “pillole”. Qui, se avrai voglia e tempo di metterti in gioco in prima persona, potrai davvero far breccia nella mente del tuo pubblico offrendo informazioni utili sulle patologie che tratti e sui tuoi servizi con un formato, quello video, sempre più apprezzato dai pazienti.

Ricorda anche che un video personale di presentazione potrebbe essere molto efficace sulla tua pagina Facebook. In questo caso, oltre a raccontare brevemente di te, potresti parlare della tua specializzazione, mettendo l’accento su ciò che ti differenzia dagli altri medici.

5. Richiesta delle testimonianze

Un elemento troppo sottovalutato e trascurato da molti medici, perché richiede tempo e impegno, è la richiesta di testimonianze dei pazienti soddisfatti. È vero che molti pazienti si vergognano e temono per la propria privacy (anche se è sempre possibile pubblicare testimonianze anonime), ma richiedere testimonianze ai tuoi pazienti è fondamentale per poter fare leva sull’aspetto psicologico della riprova sociale e superare così il primo muro di diffidenza del tuo pubblico.

Cos’è la riprova sociale?
La riprova sociale si può descrivere in tre punti:
1. Se sono incerto, prenderò spunto da cosa fanno gli altri e agirò di conseguenza.
2. Se molte persone stanno facendo qualcosa, è bene che faccia anch’io la stessa cosa.
3. Se tante persone evitano di fare una determinata cosa, è bene che nemmeno io la faccia.

In pratica non è altro che il valore che tutti noi diamo all’opinione di un’altra persona, in cui spesso ci immedesimiamo.

Un potenziale paziente che legge una recensione su Facebook in cui una persona come lui racconta qual era il problema che lo tormentava e come gliel’hai risolto, è la migliore pubblicità che tu possa ottenere.

Non conta ciò che tu dici di te stesso, conta cosa gli altri dicono di te.

Non occorrono grandi testimonial per far leva sulla riprova sociale. Anzi, è più efficace il giudizio di “chi ci è già passato” o, magari, perché no, la buona parola di un tuo collega, per puntare sul prestigio di un parere autorevole.

6. Realizzazione del sito internet

La strategia di marketing sanitario è ormai a buon punto, ma se le idee sono venute fuori e stanno prendendo forma, mancano ancora le “braccia”, gli step più operativi.

Contemporaneamente alla figura del copywriter e a quella del grafico, infatti, si metterà al lavoro anche il programmatore, colui che realizzerà il tuo sito internet e che concretizzerà in un’accogliente casa virtuale tutta l’elaborazione del materiale raccolto fino a questo momento.

Non mancherà nessun “arredo”: dal “Chi siamo”, in cui racconterai di te, dei tuoi collaboratori e soprattutto del “Perchè” hai deciso di fare quello che fai, alla pagine delle testimonianze, dall’approfondimento sui servizi offerti ad un eventuale sezione news o blog. Aprire un blog potrebbe essere molto utile per fare il marketing dei contenuti, cioè per “educare” il visitatore del sito al valore dei tuoi trattamenti e delle tue operazioni.

Il programmatore metterà a punto anche una landing page (pagina di atterraggio), cioè una pagina in cui offrirai l’eBook o il video di cui ti parlavo poco fa, in cambio della e-mail del tuo potenziale paziente.

7. Creazione dei canali Social

Un’efficace strategia di marketing sanitario non può fare a meno di una pagina Facebook e, se il caso lo richiede, di un profilo Instagram.
Per un medico, saper comunicare con i propri pazienti attraverso i social network è un’abilità importante quanto l’accoglienza nel proprio studio.

Un lavoro che richiede tempo, ma in cui sarai supportato dalla figura del Social Media Manager della tua agenzia, che ti aiuterà a trovare la forma (in parole e immagini) e il tono di voce più corretti per farti ascoltare dai pazienti in target.

Post, video e storie di Instagram: tutto concorrerà a veicolare un’immagine che rispecchia il tuo sistema di credenze, i tuoi valori ed esprime in ogni momento la differenziazione rispetto ai tuoi concorrenti.

8. Pubblicità a pagamento

Se decidi di iniziare un percorso di marketing sanitario, devi mettere in conto di investire parte del budget nella pubblicità a pagamento su Google o sui social network. Non puoi farne a meno, perché tutti gli step di cui ti ho parlato finora sono efficaci, ma è come se tirassi su una casa dimenticandoti della porta da cui entrare.

Un investimento, seppur piccolo ma costante, è necessario a veicolare tutti i tuoi contenuti.
Che senso ha investire tempo e risorse nella creazione di contenuti, se poi nessuno riesce a vederli?

Segreto BONUS: parola d’ordine reinvestire!

Arrivato a questo punto, cosa manca? La strategia di marketing sanitario è partita, sta ottenendo i primi risultati e sta generando profitti, cioè un buon numero di nuovi pazienti soddisfatti. Sicuro che non manchi niente, la ciliegina sulla torta di un circolo virtuoso che duri nel tempo?

Se la strategia sta dando i risultati sperati, la prima cosa che dovresti fare è reinvestire una parte dei guadagni in 3 ambiti fondamentali:

1. Strumentazioni per essere all’avanguardia e diventare davvero, se non lo sei già, il numero uno del tuo settore. È vero, è importante essere percepiti come i migliori, ma non basta. Occorre anche esserlo.

2. Personale per potenziare il tuo business. Avere collaboratori fidati, per esempio una segretaria professionale a cui delegare le incombenze burocratiche e gli appuntamenti da fissare, è un altro aspetto fondamentale del tuo lavoro, che ti consentirà di dedicare tutte le tue energie ai pazienti.

3. Investire nuovamente in marketing sanitario per raggiungere nuovi pazienti e far tornare tutti gli altri.
Ricorda che il marketing, se fatto bene, deve essere sempre presente. Non va a periodi!

Il Marketing sanitario non è qualcosa di impalpabile. Se fatto bene, insieme ad un’agenzia che ti segue passo per passo, crea profitti reali e questi profitti andrebbero investiti di nuovo per non disperdere quanto di buono hai ottenuto.

E adesso che sei arrivato fin qui, che te ne pare di questi 8 step? Sei pronto a metterti in gioco e ad affrontarli uno ad uno insieme alla tua agenzia?

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Articolo a cura di: CARLO FINOCCHI
Sono un consulente di marketing ed aiuto i Medici a comunicare la loro professionalità e a farsi scegliere grazie al marketing specifico per il settore sanitario.
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Cos’è il Marketing Sanitario?

Il marketing sanitario è un ponte tra te e i tuoi pazienti!

Il marketing sanitario non è altro che un ponte che collega la “città” dei medici con quella dei pazienti. Un ponte necessario, altrimenti i collegamenti rischiano di limitarsi a qualche volo traballante con un aereo tutt’altro che sicuro.

Ora, al di là della metafora, voglio dirti che i pazienti non sono legati a te da nessun vincolo. Se non fai tutto il possibile per creare un legame empatico con loro anche al di fuori del tuo studio, rischi di vederli andare da un altro chirurgo, odontoiatra, ortopedico, insomma da un diretto collega/concorrente. È questo che vuoi? Non credo proprio, quindi ricorda: devi cercare di accorciare la distanza tra te e i tuoi potenziali pazienti.

Fake news, recensioni negative, casi di malasanità: tutto questo, amplificato da vecchi e nuovi media, ha cambiato in pochi anni un rapporto solido, allontanando i pazienti dai medici che si dedicano con passione al proprio lavoro.

Il tuo compito, quindi, è riallacciare per quanto possibile questo rapporto e sfruttare i nuovi strumenti digitali a tuo vantaggio.

Internet come primo consigliere

I pazienti cercano la soluzione ai loro bisogni, si informano, e, come dicevamo poco fa, non sono più legati da un rapporto di fiducia così stretto col proprio medico, come accadeva venti o trent’anni fa. Non vengono da te solo perché tutta la loro famiglia ha sempre fatto così. Se hanno bisogno di un andrologo, si informano in due modi: chiedono sì a un parente o a un conoscente, ma, soprattutto, cercano su internet: [Andrologo + nome della città in cui vivono].

È dimostrato [fonte: Bright Local] che ormai 9 italiani su 10 considera le informazioni fornite da sconosciuti su internet al pari di quelle dei conoscenti.

Non mi credi? Guarda tu stesso come si comportano le persone su Facebook:

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Con una breve ricerca, però, potrebbero trovare notizie sbagliate sul tuo conto, contatti o orari non aggiornati, pareri negativi di altri pazienti. D’altra parte, se un paziente soddisfatto deve essere invitato a lasciare una recensione positiva perché non ci pensa o se ne dimentica, un paziente insoddisfatto non si farà pregare due volte. Tutto questo accade se la tua presenza sui canali di comunicazione online non è costante e non hai il pieno controllo di ciò che si dice di te.

Premesso che una buona reputazione online viene costruita prima di tutto offline, nel tuo studio medico, con l’ascolto e l’empatia che dedichi ai tuoi pazienti, non puoi evitare che le voci sul tuo conto corrano tra le fitte maglie del mondo digitale e arrivino dritte dritte alla persona che ti sta cercando.

Come puoi controllarle e indirizzarle in modo che non ti danneggino, ma anzi ti avvantaggino? Con il marketing sanitario!

Marketing sanitario? Si può fare!

Mettiamo subito una cosa in chiaro: il marketing sanitario non va contro la tua etica professionale. Curarsi è un bisogno fondamentale proprio come mangiare, eppure, a differenza dei medici, un’azienda alimentare usa tutti gli strumenti a sua disposizione per diventare leader del proprio mercato e raggiungere il più alto numero di clienti.

Potrai obiettare che la salute è qualcosa di molto delicato, ed è vero, e il marketing sanitario non può seguire le stesse regole degli altri settori. Hai perfettamente ragione. Ma proprio perché riguarda ogni essere umano che desidera stare bene, guarire da una patologia o migliorare il rapporto col proprio corpo, è ancora più importante che i destinatari della comunicazione medica siano correttamente informati e sappiano che scelta fare.

Non puoi più aspettare!

Nella sanità privata ormai tanti dottori fanno marketing e l’eccessiva concorrenza può creare confusione e diffidenza nei pazienti. Bombardati da cartelloni pubblicitari, annunci online, sui giornali o in televisione, i pazienti non sanno più a chi affidare la propria salute. In qualche caso, se non sono spinti da un bisogno così forte, rinunciano addirittura a cercare quel benessere fisico che potrebbero ottenere grazie alle tue cure e ai tuoi trattamenti.

Capirai che per te, medico, che magari hai investito tempo e soldi in un nuovo studio e vuoi farti conoscere, questo caos non porta niente di buono. Dovrai sgomitare ancora di più per farti strada. E rischi di fare tanta fatica senza ottenere grandi risultati.

È qui che entra in gioco un’agenzia di marketing sanitario rivolta solo ai dottori, come Marketing Medico, cioè un’agenzia che conosce tutti i segreti per pianificare una strategia di marketing e farti emergere tra i colleghi del tuo stesso settore. Anni di studio e di esperienza ci consentono di parlare la stessa lingua dei medici e di trovare insieme a loro, in un percorso portato avanti sempre a stretto contatto, la giusta via per farsi ricordare dal paziente nel momento in cui ne avrà bisogno.

6 consigli per chi ancora non sa cos’è il Marketing Sanitario

Ormai ti è chiaro che dovresti seguire l’esempio dei tuoi colleghi che fanno marketing sanitario, ma forse non sai da che parte iniziare. Il marketing finora ti è sembrato qualcosa di fumoso, una macchina mangia tempo e soldi che scrutavi da lontano come si guarda qualcosa che ci incuriosisce ma allo stesso tempo non ci convince fino in fondo.

Vediamo allora insieme, per fare chiarezza e sgombrare il cielo dalle nubi della diffidenza, quali sono le 6 raccomandazioni che dovresti seguire prima di iniziare a fare marketing sanitario.

1. Fai ricerche di mercato. Prima di buttarti in questa avventura, assicurati che il tuo settore non sia saturo di concorrenti. Aprire un nuovo studio odontoiatrico generico in una città che ne ha uno ogni cinquecento metri potrebbe non essere una mossa intelligente. Devi conoscere i tuoi “rivali” più agguerriti, studiarli e prendere spunto da loro per fare diversamente. Apprendi dagli altri per creare una comunicazione differente.


2. Individua la tua nicchia di mercato. La ricerca di una comunicazione differente passa anche da queste fondamentali domande: Qual è il mio paziente ideale? Di cosa ha bisogno? Rispondere a queste domande significa individuare precisamente sesso, età, patologie e condizione economica del tuo paziente ideale. È a lui che dovrai indirizzare gli articoli del tuo sito internet, i post, i video dei social network e le e-mail. Queste domande sono il primo passo per posizionarti nella mente dei tuoi pazienti, diventando IL dottore in grado di soddisfare le loro specifiche esigenze.


3. Costruisci il tuo sistema di credenze. In questo articolo ti ho già raccontato cos’è un sistema di credenze e perché dovresti averne uno. Costruire un sistema di credenze significa riflettere sui valori che da sempre guidano il tuo lavoro. Un sistema di credenze non è altro che la tua filosofia, il tuo modo di vedere le cose. Quando inizierai a fare marketing sanitario, non dovrai fare altro che trasferirlo dalla vita di tutti i giorni alla comunicazione online, a internet, ai social network. Ogni potenziale paziente ti riconoscerà in mezzo ai tuoi colleghi perché ogni contenuto, articolo, frase, video che gli indirizzerai conterrà un ingrediente fondamentale: il tuo sistema di credenze.


4. Cura ogni minimo dettaglio. Fare marketing non è una passeggiata. Non si tratta di realizzare un sito internet tanto perché lo hanno fatto anche altri colleghi. Nel rapporto diretto col tuo paziente stai attento anche ai minimi particolari, giusto? Dalle norme di igiene del tuo studio e della sala d’aspetto all’arredamento. Allora perché non dovresti curare con la massima attenzione anche la tua strategia di marketing sanitario? Un sito internet o un profilo Facebook non serviranno a niente se rimarranno vuoti di contenuti. Dovranno essere continuamente aggiornati per tenere vivo quel legame coi tuoi pazienti di cui ti parlavo all’inizio.
Regala valore, informazioni utili per i tuoi pazienti, e verrai ricompensato!


5. Affidati a dei professionisti. Basta guardarsi intorno e fioccano offerte di agenzie di marketing generiche. Tutte giustamente convinte di saper fare il proprio lavoro. Ma qual è questo lavoro? Nella maggior parte dei casi, si tratta di ottenere il massimo col minimo sforzo. Ti convincono che sia sufficiente un nuovo sito internet e un po’ di pubblicità, ma il vero problema è che la loro offerta è generalista, cioè rivolta a qualsiasi tipo di cliente. Lavorare per tutti significa, spesso, non lavorare bene per nessuno. Per questo, prima di rivolgerti ad un’agenzia qualunque, ascolta il parere di professionisti che concentrano tutti i loro sforzi nel pianificare e realizzare strategie di marketing sanitario. Nel creare una strategia di marketing per i medici è inoltre fondamentale conoscere tutte le leggi a cui il medico deve sottostare, per non rischiare pesanti sanzioni.


6. Investi fissando degli obiettivi ben precisi. Fare le cose per bene significa anche evitare di buttare soldi a caso. Proprio per questo dovresti concordare con la tua agenzia di marketing specializzata degli obiettivi a breve, medio e lungo termine e stabilire un budget. Solo così, dopo aver calcolato il ritorno dell’investimento, cioè dopo aver visto quanti nuovi pazienti hai effettivamente acquisito con la tua strategia di marketing, potrai tracciare un bilancio e scegliere se continuare, per esempio, con campagne di annunci a pagamento, e-mail marketing o altri strumenti che la tua agenzia ti mette a disposizione.

Come hai visto, fare marketing sanitario richiede molto impegno, ma è una necessità. Non c’è niente di male nel far conoscere i tuoi servizi al maggior numero di persone, per cui il mio consiglio è: non aspettare! Se hai qualche dubbio o vuoi saperne di più, il nostro team è a tua disposizione.

Fammi una cortesia: prima di iniziare a fare marketing, prima di rivolgerti ad un’agenzia, a un amico o a un parente leggi questo articolo:
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Articolo a cura di: CARLO FINOCCHI
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