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Newsletter Medica: i 7 segreti per renderla efficace!

Oggi ho deciso di approfondire un tema che spesso genera incomprensioni o dubbi durante le Consulenze Private che realizzo con i medici in tutta Italia. Sì, oggi parliamo di Newsletter Medica.

Partiamo dalla domanda principale: leggiamo veramente le e-mail?
La risposta è . O meglio, leggiamo le e-mail che ci interessano e ci attraggono sin da subito, anche se sappiamo già che contengono un contenuto promozionale.

Usiamo sempre più spesso WhatsApp, Facebook e altre App di messaggistica, ma le e-mail continuano ad essere aperte e lette, spesso in tempo reale grazie ai propri cellulari. Fare e-mail marketing non è anacronistico e inviare newsletter, cioè aggiornamenti periodici ai tuoi pazienti, è un ottimo modo per farti ricordare e far conoscere meglio i tuoi servizi.

Come dici? Non sai assolutamente da dove partire? Nessun problema. In questo articolo vedremo, passo dopo passo, come creare una lista di contatti interessati ai propri contenuti e come scrivere una newsletter medica davvero efficace dall’inizio alla fine, cioè dall’oggetto al contenuto interno del messaggio.

La newsletter medica all’interno della strategia di marketing sanitario

Le newsletter sono solo uno degli step di un’agenzia di marketing sanitario che pianifica insieme a te una strategia di comunicazione completa, ma non sono al primo posto. Prima vengono la realizzazione del sito internet, l’apertura dei canali social, la creazione di campagne pubblicitarie e gli altri strumenti che trovi in questa guida che ho scritto poco tempo fa e che ti invito a leggere con attenzione. 

Insomma, una newsletter medica deve essere inviata dopo un percorso ben preciso e non può essere improvvisata. Deve far parte della tua strategia di marketing sanitario fin dall’inizio. Deve avere lo stesso Tono di voce di tutto il resto della tua comunicazione online e offline.

Non puoi usare un tono professionale ed elegante sul sito internet e poi usarne uno troppo colloquiale e promozionale nella newsletter medica. Ma non preoccuparti, a scrivere una newsletter efficace ti aiuterà il copywriter della tua agenzia di marketing sanitario. Tu devi soprattutto sapere a chi inviarla, come inviarla, come misurare la sua efficacia e quali sono i 7 fondamentali segreti per scrivere una newsletter che venga letta dai tuoi pazienti e questi sono proprio gli argomenti che affronteremo tra poco.

A chi inviare una newsletter?

Entriamo subito nel vivo del nostro articolo e pensiamo prima di tutto alla nostra esperienza personale di lettori. Quand’è che ci iscriviamo a una newsletter e leggiamo le sue e-mail, che possono essere giornaliere, settimanali o magari mensili? Quando capitiamo su un sito internet o su una pagina social che ci incuriosisce e pensiamo risponda a un nostro bisogno. In una newsletter cerchiamo un aggiornamento costante e una sintesi efficace di ciò che possiamo trovare sul sito internet dell’azienda o del blog che ce la invia. 

Abbiamo tutti poco tempo, presi da mille impegni, e ormai siamo costretti a selezionare cosa leggere, guardare o ascoltare. Ma, allo stesso tempo, non vogliamo perderci niente e vogliamo sempre essere informati su ciò che ci sta veramente a cuore. In una newsletter vogliamo trovare “pillole” informative che ci spingano ad approfondire un tema o a cercare una soluzione per un nostro problema. Diventiamo, a tutti gli effetti, un pubblico interessato, attento.

Qual è il tuo pubblico?

Quindi, prima di tutto, devi considerare i pazienti che si iscrivono alla tua newsletter come il tuo pubblico. Un pubblico che sta imparando a conoscerti, perché magari ha già visitato il tuo sito internet. Pazienti che potrebbero, se attratti dai tuoi servizi, prenotare una visita o un trattamento nel tuo studio.

Abbiamo detto che il paziente si è iscritto alla tua newsletter medica e riceverà le tue e-mail. Ma, nella pratica, come si è iscritto? Per esempio tramite una campagna a pagamento su Facebook che invitava ad iscriversi, oppure scaricando un eBook dal sito internet e lasciando la propria e-mail (come in questo esempio: Marketing Sanitario), o ancora, magari, firmando nel tuo studio la liberatoria per l’invio di materiale informativo e pubblicitario.

I canali possono essere tanti, ma è fondamentale che i contenuti della newsletter medica siano indirizzati ad un pubblico “caldo”, che già si è informato in qualche modo su di te. Mai ad un pubblico “freddo”, che sa a malapena come ti chiami.

Inoltre, un vantaggio fondamentale della newsletter medica rispetto ai social network è che la lista di contatti a cui scrivi è tua. Sono dati che gestisci te, insieme all’agenzia di marketing sanitario, e non sono contatti in mano a Facebook.

I “Mi piace” della tua pagina Facebook oggi ci sono, ma domani, se per qualche motivo Facebook chiudesse o ti bloccasse la pagina, non ci sarebbero più. Tutto il “traffico” che riesci a portare sulla newsletter medica è tuo e ci puoi lavorare sul lungo periodo, senza limiti di tempo.

L’unico pericolo che corri è che un paziente si disiscriva dalla tua newsletter. Succederà, devi metterlo in conto, ma l’importante è che quelle 50, 100 o 1000 persone che decidono di seguirti, aprano l’e-mail e la leggano.
Meglio pochi, ma buoni!

Come inviare una newsletter ai tuoi pazienti?

Sei deciso ad investire nella creazione di una newsletter medica, ma come inviarla materialmente? Quali strumenti usare? Di sicuro non Outlook o Gmail. Sono strumenti che usiamo tutti, certo, molto pratici, ma non sono professionali.

Perché non sono professionali? I motivi principali sono due:
1. Non hanno un sistema di statistiche completo, tale da darti informazioni utili come ad esempio: chi ha letto l’e-mail, chi ha cliccato su un determinato link, quante volte ha aperto quella singola e-mail, etc.
2. Hai la necessità di inviare centinaia e centinaia di e-mail tutte insieme, non penserai mica di usare il sistema della “Copia Conoscenza” (Cc) o della “Copia Conoscenza Nascosta” (Ccn). Che sì, nel primo caso è anche illegale.

Ma non preoccuparti, non devi diventare né un esperto informatico né un esperto di newsletter, devi solo conoscere i giusti strumenti che ti permettono in pochi click di:

  1. Gestire con facilità il database di contatti, dando inoltre la possibilità di disiscriversi con un semplice click.
  2. Analizzare i dati, come ad esempio il tasso di apertura rispetto al totale di e-mail inviate.

Il mio consiglio è di partire con un software come MailChimp, gratuito fino a liste e-mail di 2.000 indirizzi. Esistono poi altri software come MailUp, GetResponse, BlueMail e SendBlaster e altri ancora più professionali ma decisamente più impegnativi in termini di costi e conoscenze.

Quali sono i dati che contano?

Vedremo tra poco cosa scrivere esattamente in una newsletter medica, ma prima analizziamo brevemente i dati che dovrai misurare per verificare la sua efficacia. Una newsletter medica infatti funziona davvero non tanto quando arriva a destinazione, all’indirizzo e-mail del tuo paziente, ma quando viene aperta, letta e magari il lettore clicca su un link che rimanda al tuo sito internet.

Non dimenticare mai che le newsletter rientrano in una strategia di acquisizione e/o fidelizzazione pazienti, per cui non devono essere fini a se stesse. Non servono solo a ricordare che esisti, ma devono anche invitare a compiere delle azioni. Di quali azioni sto parlando? Di prenotare un appuntamento o comprare un prodotto/servizio.

Fatta questa premessa, quali dati dovresti analizzare utilizzando un software professionale?

  • Delivery Rate, o tasso di consegna, cioè il numero di e-mail effettivamente arrivate nella casella di posta dei tuoi lettori.
  • Bounce Rate, ovvero le e-mail rifiutate dal server di destinazione, magari perché quell’indirizzo e-mail non esiste più.
  • Open Rate, o tasso di apertura, cioè il numero di e-mail aperte rispetto al totale di quelle inviate. Un buon tasso di apertura si aggira attorno al 35/40%.
  • Click through Rate, ovvero il numero di click sui link presenti all’interno della newsletter.
  • Il numero degli utenti disiscritti, a cui potresti inviare un’ultima e-mail di saluto chiedendo perché hanno deciso di disiscriversi.

Come fare ad ottenere un tasso di apertura alto? Come attirare l’attenzione di un pubblico in target? È arrivato il momento di scoprire i 7 segreti fondamentali per una newsletter medica di successo.

Come scrivere una newsletter medica davvero efficace?

Vediamo adesso i nostri consigli per una newsletter medica che fidelizzi il tuo pubblico e lo spinga all’azione. Se vuoi scrivere da solo le tue e-mail va benissimo, ma fatti sempre aiutare, almeno nella revisione, dalla tua agenzia di marketing sanitario. Dovrebbe essere sempre un lavoro a quattro mani. Un’agenzia come Marketing Medico saprà infatti consigliarti il Tono di voce da utilizzare e i contenuti da comunicare, creando con te un piano editoriale.
Ecco quindi i nostri 7 consigli:

  1. Attira subito l’attenzione con un “Oggetto” breve, che incuriosisca, e scrivi le informazioni più importanti all’inizio dell’e-mail.
    È dall’Oggetto e dalla preview, cioè dall’anticipazione che mostra le prime parole della newsletter, che dipende moltissimo il tuo successo.
    Metti in conto che molte persone ormai leggono le newsletter dal cellulare, quindi il titolo deve unire estrema brevità ed efficacia. L’Oggetto dell’e-mail è fondamentale che incuriosisca ed emerga tra le decine di e-mail che arrivano ogni giorno nelle nostre caselle di posta.

    Un esempio?
    Questi sono solo alcuni degli “Oggetti” che solitamente scriviamo quando mandiamo una newsletter ai medici iscritti nelle nostre liste:
    Un Medico e McDonald’s cosa hanno in comune?
    • È fondamentale per ogni medico.
    [-2] Non accettare è reato!
    Hai bisogno del Dr. Nowzaradan?


    Cosa hanno in comune tutti questi Oggetti? La curiosità.


  2. Non usare un tono da venditore. Come abbiamo anticipato all’inizio dell’articolo, il Tono di voce non deve essere diverso da tutto il resto della tua comunicazione. È giusto che sia un po’ più diretto ed amichevole perché la newsletter medica si rivolge personalmente al tuo lettore. (Devi sempre usare il “Tu” quando mandi una newsletter, mai il “Lei”).
    È anche fondamentale che il suo contenuto sia prima di tutto utile: l’utilità vince sempre sul tono promozionale.


  3. Parla di un argomento che interessa ai tuoi lettori e inserisci una Call To Action (Chiamata all’azione) chiara. Hai realizzato un video di presentazione dei tuoi servizi? Sei un Dietologo e hai scritto un eBook che parla dei benefici di una nuova dieta? Hai pubblicato un nuovo articolo del blog? È fondamentale che la tua newsletter medica rimandi quindi al video, all’eBook o all’articolo. Cioè, deve essere sempre presente una Call to Action che inviti i tuoi lettori a cliccare, approfondire, saperne di più e scoprire i vantaggi delle tue offerte. Una newsletter medica senza Call to Action è inutile; è come una bella macchina ferma in garage: a cosa serve?


  4. Fai attenzione alla leggibilità. Quando mandi la tua newsletter, devi considerare che potrebbe essere letta da uno smartphone. Devi quindi fare attenzione ad alcuni particolari apparentemente inutili ma in realtà di grande importanza, come le dimensioni del font e i link riconoscibili e facili da cliccare. Inoltre, è opportuno che tu divida l’e-mail in tanti piccoli paragrafi strettamente legati l’uno all’altro. Non inviare mai un muro di testo che allontana anche il lettore più interessato.


  5. Se vuoi pubblicizzare in modo diretto un tuo nuovo servizio, non essere insistente. La newsletter medica deve avere una cadenza non troppo ravvicinata e, soprattutto, i contenuti pubblicitari devono alternarsi a consigli, informazioni e piccole guide. Il mio consiglio personale è di non inviare mai più di tre/quattro newsletter a settimana.


  6. Verifica sempre prima di inviare. L’incubo per chi invia newsletter è che l’e-mail sia scritta a regola d’arte ma poi magari non funzionino i link che rimandano al sito internet. Quindi è fondamentale fare un check completo prima di inviare: ci sono errori grammaticali? Il titolo è efficace? Le immagini si vedono correttamente? E, come dicevamo, i link funzionano? Tanto impegno non deve essere sprecato con errori banali di disattenzione.


  7. Fai dei test. Con gli strumenti professionali per la gestione della tua newsletter medica, puoi anche testare l’efficacia di due diverse intestazioni o due diverse Call To Action (chiamate all’azione). Fai un A/B Test! Potresti inviare a metà dei tuoi contatti un oggetto e all’altra metà un altro oggetto, verificando poi quale ha avuto il tasso di apertura maggiore. I test saranno molto utili per comprendere le abitudini del pubblico e migliorare l’efficacia delle tue prossime e-mail.

Come hai visto, la newsletter medica è uno strumento molto utile se si accompagna a tutta un’altra serie di azioni di marketing sanitario e se si allinea al tuo Posizionamento. Ti aiuterà a creare un legame stretto e duraturo con i tuoi potenziali pazienti e inviarla non è difficile, basta fare attenzione ad alcuni particolari essenziali.

Questi concetti sono ancora poco chiari?

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Articolo a cura di: CARLO FINOCCHI
Sono un consulente di marketing ed aiuto i Medici a comunicare la loro professionalità e a farsi scegliere grazie al marketing specifico per il settore sanitario.
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Comunicazione medica: crea il tuo stile!

Nella comunicazione medica è fondamentale il “Tone of Voice”!

Ma cos’è il “Tone of Voice”? Letteramente tradotto è il “tono di voce” che assume ogni aspetto della comunicazione di un medico.

Iniziamo subito con una domanda: ti ricordi quando, da piccolo, cercavi di ottenere qualcosa da tua madre? Usavi certe parole, dei vezzeggiativi, ti rivolgevi insomma a lei per risvegliare il suo interesse, magari mentre era indaffarata in altre faccende, e farti ascoltare.

Oppure pensa a quando lei ti sgridava. Di certo non sarà stata accomodante e avrà usato ben altre parole, che dovevano stamparsi bene nella tua mente. Se le ricordi ancora, direi che hanno fatto decisamente il loro effetto.

Ma perché ti parlo di questo? Cosa c’entra l’esempio di comunicazione di cui ti ho parlato, tra madre e figlio, con la comunicazione medica e una strategia di marketing medico?

A prima vista, niente. Ma pensaci un attimo: sia tu che tua madre dicevate sì qualcosa, ma contava soprattutto come lo dicevate. Il tono di voce è proprio questo: il modo in cui dici ciò che esprimi.

I vostri diversi ruoli di madre e figlio vi portavano naturalmente a esprimervi in modo diverso, con intenzioni e parole diverse. Non è molto diverso da quello che accade ai brand, dove per brand si intende tutto ciò che riguarda la tua immagine, online e offline.

Ogni brand, ogni medico, ha valori diversi, una personalità unica e riuscire a diffondere in modo efficace questa personalità è l’unico modo per riuscire a distinguersi senza spendere un occhio della testa in pubblicità che probabilmente non porterà i risultati sperati.

Pensa a un’azienda che produce biscotti per la colazione e a una banca: nella loro comunicazione con i clienti, dovranno costantemente far risaltare valori diversi. Mentre la prima potrebbe puntare sull’immagine di una famiglia (non per forza una famiglia “classica” e stereotipata) che ogni mattina si ritrova per la colazione e usare un tono e un dizionario coerenti con questa idea di famiglia, la seconda potrebbe fare leva sulla solidità economica e sull’idea di risparmio, adottando tutt’altro tono di voce.

Insomma, solo trovando il tuo personale tono di voce, che dia voce ai tuoi valori, potrai essere diverso dai tuoi concorrenti e imprimerti nella mente dei pazienti.

Tono di voce e marketing medico

Quello che cercherò di spiegarti in questo articolo è che il modo in cui ti rivolgi ai tuoi pazienti per ottenere la loro attenzione, convincerli della qualità dei servizi che offri o rassicurarli sul loro stato di salute, non è altro che qualcosa che hai sempre fatto, fin da piccolo, con altre persone e altri obiettivi.

Tutti lo abbiamo sempre fatto, ognuno per raggiungere i propri scopi. Ma ti spiegherò soprattutto che il tuo personale tono di voce, il tuo stile di comunicazione dovrebbe sempre far parte di un disegno più grande, di una strategia di marketing medico a lungo termine, proprio quella che noi di Marketing Medico proponiamo ai medici che ci contattano.

Ricordati sempre che da una parte ci sei tu, con i tuoi valori, le tue competenze, la tua storia personale e professionale. E dall’altra parte troverai degli sconosciuti, ognuno con la propria storia, che riuscirai ad avvicinare non solo se saprai rispondere al loro bisogno di ascolto, ma anche se comunicherai con schiettezza, semplicità e il giusto grado di formalità.

Insomma, adottando il tuo personale stile di comunicazione sarai in grado di differenziarti dai tuoi colleghi e farai risaltare ogni articolo del tuo sito, ogni post sui social network, ogni singola parola rivolta ai tuoi lettori, prima, e pazienti, poi.

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Una comunicazione medica piatta!

Philip Kotler, uno dei massimi esperti di marketing, lo definisce come
« L’arte della costruzione di un brand. Se non sei un brand, diventi merce. E quando sei merce, è solo il prezzo che conta e il vincitore sarà sempre chi più di tutti riesce ad abbassare i costi di produzione. »

Ora, parliamoci chiaro: nel marketing medico il prezzo arriva sempre in secondo piano, anche perché non può essere l’unica leva o la leva esclusiva della tua strategia di marketing. Inoltre, con la nuova legge sulla pubblicità sanitaria, è vietata la comunicazione medica esclusivamente commerciale.

Il VERO marketing medico è diverso e si basa prima di tutto sulla qualità delle informazioni, sul tuo posizionamento sulla tua idea differenziante rispetto alla concorrenza.

Sai bene anche tu che alcuni medici e centri medici giocano solo sul prezzo, cercando di colpire l’attenzione di tutti in modo facile e provocatorio.

Se tu sei diverso da tutti quei medici che svendono la loro professionalità e sei stanco di vedere la professione medica maltrattata, l’unica strada che hai per emergere da tutta la tua concorrenza è individuare il tuo posizionamento, focalizzarti su te stesso e chiederti qual è il tuo vero pubblico e quale tono di voce devi avere con loro.

Solo così potrai differenziarti dai tuoi colleghi e far emergere la tua personalità.

Ma in quale modo NON dovresti mai comunicare col tuo pubblico?
Vediamolo insieme con un esempio famoso.

L’antilingua secondo Italo Calvino:

In un articolo pubblicato nel 1965 su “Il Giorno”, Italo Calvino metteva a confronto in modo molto intelligente la lingua di semplice contadino con quella artefatta e complicatissima di un brigadiere. Una lingua molto lontana da quella parlata tutti i giorni, che poteva generare senza alcun senso di colpa nei confronti dell’interlocutore espressioni come queste:

« Il sottoscritto, essendosi recato nelle prime ore antimeridiane nei locali dello scantinato per eseguire l’avviamento dell’impianto termico, dichiara d’essere casualmente incorso nel rinvenimento di un quantitativo di prodotti vinicoli (…). »

Eppure, quante volte ancora oggi sentiamo persone, purtroppo anche medici, parlare in questo modo? Forse non proprio in questi termini, ma quasi. Anche questo è un tono di voce! Tienilo però a mente solo come tono di voce da evitare.

È infatti uno stile con cui non otterresti niente, se non allontanare ogni potenziale paziente e mostrarti come un professionista troppo serio e distaccato. Ovvero ciò che non sei e non vuoi essere!

D’altra parte, però, non sei nemmeno un venditore al dettaglio o un ristoratore e quindi non puoi giocare sull’ironia e ammiccare ai tuoi lettori come un amico che vuol fare il simpatico.

Il tuo ruolo ti impone un tono di voce limpido e autorevole, chiaro nel risolvere ogni dubbio e capace di mostrare empatia (aspetto troppo spesso dimenticato).

Seguimi ancora un attimo per capire meglio come trovare la via di comunicazione medica più efficace e coerente per la tua professione, lontana sia dall’antilingua del brigadiere che dalla semplicità di un discorso senza pretese tra amici.

Cosa vogliono i tuoi pazienti?

Innanzitutto, rifletti su questi dati: secondo una ricerca di Sprout Social l’86% dei consumatori sui social network apprezza una comunicazione onesta, e l’83% preferisce un tono amichevole.

La maggior parte degli intervistati predilige anche uno stile che viene incontro ai lettori e cerca le soluzioni più adatte alle loro esigenze (78%) e molti apprezzano una comunicazione divertente (72%).

Da questi dati emerge che un settore come quello medico, se riesce a comunicazione informazioni di valore, con onestà ed empatia, è perfettamente allineato alle preferenze dei lettori. Infatti, un medico che viene costantemente seguito da un’agenzia esclusivamente rivolta ai medici, non dovrà sforzarsi di risultare simpatico o troppo informale, ma potrà essere semplicemente se stesso, seguendo solo alcuni accorgimenti come ti mostrerò tra poco. Ma ricorda: è necessario che tu utilizzi sempre, su ogni canale di comunicazione, il tono di voce stabilito dopo aver strutturato la strategia di marketing medico più adatta a te e definito la target audience, cioè il pubblico da intercettare.

Passiamo ora a qualche consiglio pratico, da applicare sin da subito!

I 5 consigli fondamentali per trovare il tuo tono di voce e migliorare la comunicazione medica:

Vediamo adesso, indipendentemente dalla tua specializzazione, i 5 consigli fondamentali che dovresti tenere bene a mente per trovare il tuo tono di voce:

  1. Scegli con cura il tuo vocabolario: non limitarti a pensarci in modo astratto, ma prendi carta e penna e stendi una serie di parole, espressioni, frasi che rispecchiano fedelmente il tuo brand. Aiutati facendo alcune ricerche online sulle parole più usate dai tuoi potenziali pazienti quando sono tormentati dal problema che tu risolvi.
    Un esempio? Se i tuoi pazienti usano la parola digrignare, continuare a usare la parola bruxismo non farà altro che allontanare il tuo pubblico, sia dalla comprensione del testo, sia da te.


  2. Non usare un tono troppo formale: è giusto informare il tuo pubblico, spiegare anche con termini scientifici (debitamente spiegati) il reale valore della tua offerta, ma evita toni saccenti, esagerati e impersonali. Rischieresti di apparire noioso, banale e le tue parole sembrerebbero più quelle di un foglietto illustrativo che di una persona in carne e ossa che cura i problemi dei pazienti.

  3. Dosa i tecnicismi. Ogni tecnicismo può essere sostituito da una parola più semplice: come dicevamo prima, ti devi distinguere per un linguaggio limpido, chiaro, che potrebbe capire chiunque. Ricordati che la maggior parte del tuo pubblico naviga distrattamente sul web e, incontrando parole incomprensibili, fa presto a scorrere oltre.

  4. Usa sempre il “Tu”: è vero, sei un dottore e ti rivolgi a degli sconosciuti, ma un modo molto efficace per rivolgersi direttamente ai tuoi pazienti è dare loro del “tu”. Questo vale per gli articoli del blog, i post, i messaggi promozionali e tutto ciò che riguarda la tua strategia di marketing. Diversamente, quando ci parlerai di persona, al telefono oppure con un’e-mail personale, potrai dare del “lei” senza alcun problema, se sei abituato così. Insomma, quando leggono i tuoi contenuti sono quasi sempre da soli, di fronte allo schermo di un cellulare o di un pc, e ogni essere umano apprezza essere chiamato direttamente in causa. Così diminuirai la naturale distanza tra medico e paziente e inizierai a costruire un rapporto di fiducia fondamentale per il buon esito di qualsiasi terapia o operazione.

  5. Linguaggio colloquiale: quando e dove usarlo? Un tono di voce più colloquiale e diretto può essere adatto anche a un medico, ma solo su certi canali e in certe situazioni. Premettendo che lo stile deve sempre avere una coerenza di fondo e non può saltare da un alto grado di formalità ad uno bassissimo, non c’è dubbio che sui social, su Facebook ma soprattutto su Instagram, potrai usare qualche espressione colloquiale in più che sul tuo sito. I social network sono popolati da storie e quando racconti di te, quando mostri il dietro le quinte del tuo lavoro o riporti un aneddoto puoi benissimo lasciarti andare un po’ di più, per rendere più personale la tua comunicazione medica.

Insomma, se vuoi uscire dal coro e avvicinare davvero il tuo pubblico, impegnati nella ricerca del giusto tono di voce, che è un tassello fondamentale della tua strategia di marketing medico.

Solo un’agenzia che conosce e parla la lingua dei dottori sa anche qual è il tono di voce più adatto per un chirurgo, uno psicoterapeuta, un andrologo o qualsiasi altro specialista.

E adesso, se vuoi scoprire altri consigli per migliorare la tua comunicazione medica clicca QUI e accedi Gratis al gruppo Facebook di Marketing Medico. È molto più di un semplice gruppo: è la prima community di dottori che parla di comunicazione nel settore sanitario!

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Articolo a cura di: CARLO FINOCCHI
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